La revisione dell’ordinamento degli ISTITUTI TECNICI prodotta dal MIM ha suscitato un ampia reazione in tutto il paese, sia per i contenuti sia per le modalità con le quali si è proceduto.
E’ in formazione una rete nazionale degli ISTITUTI TECNICI che si dirama in sotto reti regionali e provinciali che ha indetto una MOBILITAZIONE GENERALE con SCIOPERO per il giorno 7 maggio.
Qui di seguito postiamo delle indicazioni da portare avanti negli Istituti.
MERCOLEDI’ 6 maggio sciopero contro i quiz INVALSI
GIOVEDI’ 7 MAGGIO SCIOPERO
e alle ore 10.30
PRESIDIO CON CONFERENZA STAMPA
sotto L’Ufficio Scolastico Regionale in Via forte Marghera n. 191 – MESTRE
qui puoi parteciapere alla raccolta firme
qui si raccolgono le mozioni presentate nei propri istituti
————————————————————————
Il testo delle prime mozioni pervenuteci
Questa la mozione integrale
Istituto d’Istruzione Superiore “Galilei – Pacinotti” Pisa
MOZIONE DEL COLLEGIO DOCENTI
sulla revisione dell’assetto ordinamentale degli Istituti Tecnici
Il Collegio dei Docenti dell’IIS “Galilei – Pacinotti” di Pisa, riunito in data odierna, in riferimento alla revisione dell’assetto ordinamentale degli Istituti Tecnici (D.M. n. 29 del 19 febbraio 2026), esprime quanto segue:
Premesso che
● In data 9 marzo 2026 è stato pubblicato il D.M. n. 29 del 19 febbraio 2026;
● Il decreto prevede l’entrata in vigore delle nuove disposizioni a partire dall’anno scolastico 2026/2027, senza alcuna fase transitoria;
● Tale riordino mette in discussione l’idea di scuola della Costituzione, riducendo il tempo scuola e modificando sostanzialmente l’offerta formativa presentata alle famiglie durante l’orientamento;
● Una trasformazione così rilevante è stata definita senza un confronto reale con le istituzioni scolastiche e i docenti, che sono stati sostanzialmente esclusi dal processo di elaborazione della riforma;
● La tardiva pubblicazione dei decreti rende impossibile una corretta pianificazione degli organici e compromette le ordinarie operazioni di mobilità del personale.
● Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso pesanti riserve sia sulle tempistiche di attuazione sia su diversi aspetti curricolari, rilievi che non sono stati recepiti nel testo definitivo del decreto;
Considerato che
● L’immediata applicazione interviene a iscrizioni concluse, lede la trasparenza verso le famiglie e priva i genitori di informazioni essenziali per una scelta consapevole;
● La riforma manifesta una concezione dell’istruzione tecnica come mero addestramento, orientata alle esigenze del tessuto produttivo locale a scapito della formazione del cittadino autonomo e critico;
● L’ampia quota di flessibilità (fino a 7 ore in quinta) rischia di stravolgere i profili in uscita e di creare un curricolo frammentato che varia da scuola a scuola, minando il principio di uniformità del sistema nazionale e il valore legale del diploma;
● La fusione delle scienze nella disciplina “Scienze Sperimentali” anticipa l’unitarietà del sapere prima ancora che siano acquisiti i linguaggi specifici e il rigore metodologico di fisica, chimica e biologia;
● Nel nuovo indirizzo “Turismo, Beni Culturali e Ambientali” , la Storia dell’Arte, essenziale per la professione e la cittadinanza, risulta di fatto cancellata o quanto meno marginalizzata, contraddicendo nei fatti il titolo stesso dell’indirizzo.
● La riduzione dell’orario settimanale nella classe quinta (da 32 a 30 ore) sottrae tempo proprio nel momento di massimo consolidamento; in particolare, si registra una diminuzione di 33 ore per l’Italiano nell’anno dell’Esame di Stato.
● L’eccessiva flessibilità legata ai “Patti educativi” con le imprese locali rischia di produrre una sottomissione dei saperi alle esigenze contingenti del profitto privato, abdicando alla funzione di emancipazione sociale e culturale propria della scuola pubblica.
● la Riforma si inserisce in una più ampio tentativo di trasformazione dell’ordinamento degli Istituti Tecnici, tra cui la proposta del modello “4+2” in cui la densità dei nuovi programmi già comprime il tempo necessario allo studente per l’elaborazione critica, favorendo l’acquisizione meccanica di nozioni tecniche a scapito di una compiuta maturazione culturale.
● La riduzione delle ore dedicate alle lingue straniere rende più difficile l’acquisizione di competenze stabili, e questo penalizza i futuri diplomati tecnici in un contesto sempre più globale, dove la capacità di mediazione linguistica e culturale è considerata una necessaria competenza trasversale.
Rilevato inoltre che
● Si registra una riduzione di 561 ore nel quinquennio dalle materie di base e caratterizzanti (Italiano, Geografia, Lingue, Scienze, TIC e TTRG), impoverendo i prerequisiti necessari per le discipline di indirizzo;
● Negli Istituti Tecnici Economici il monte ore di Geografia crolla da 12 ore a sole 4, con l’assurda scissione in due micro-insegnamenti (geografia generale e geografia economica o turistica) con programmi e testi separati;
● L’eliminazione del biennio comune cristallizza precocemente i percorsi, impedendo agli studenti di correggere scelte fatte a 13 anni e aumentando il rischio di dispersione scolastica;
● È prevista l’anticipazione dell’Alternanza Scuola Lavoro (ASL) alla classe seconda, età in cui gli studenti mancano della maturazione relazionale e delle competenze tecniche per affrontare un ambiente di lavoro in modo non puramente esecutivo;
● Si paventa la perdita di posti di lavoro per i docenti precari e la riduzione di cattedre per il personale di ruolo.
● La riforma si inserisca in una visione neoliberale della scuola che trasforma la funzione docente da mediazione culturale a mera facilitazione di competenze esecutive, mettendo in discussione la libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione.
● Si determina una impossibilità oggettiva di procedere ad un’adozione consapevole dei libri di testo per le nuove discipline (quali ad esempio “Scienze Sperimentali”): la mancata definizione delle classi di concorso impedisce ai docenti di valutare i testi in relazione alle proprie competenze e ai nuovi profili d’uscita, esponendo le famiglie a spese per sussidi didattici potenzialmente inadeguati o provvisori, in un mercato editoriale non ancora assestato sulla riforma.
Ritenuto che
● Le professioni del futuro e l’accesso all’istruzione terziaria richiedano basi teoriche solide e flessibilità cognitiva, non un’obsoleta anticipazione di competenze operative;
● Un ancoraggio troppo stretto alle aziende locali precluda agli studenti la mobilità geografica e professionale in un mondo interconnesso;
● Lo Stato debba assicurare a ogni studente le stesse basi civiche e culturali: la scuola deve essere palestra di pensiero critico e democrazia.
Il Collegio dei Docenti dell’IIS “Galilei – Pacinotti” di Pisa
1. Esprime forte dissenso rispetto alle modalità e alle tempistiche di attuazione della riforma;
2. Chiede la revoca del provvedimento o, in subordine, il rinvio al 2027/2028, per garantire la salvaguardia degli organici, il rispetto delle scelte delle famiglie e l’unitarietà del titolo di studio;
3. Reputa necessario che la scuola fornisca adeguate informazioni sul riordino ai genitori degli studenti iscritti alla classe prima per l’a.s. 2026/2027;
4. Sollecita le OO.SS. a proclamare lo stato di agitazione e ad avviare una campagna di assemblee;
5. Chiede alla Dirigente Scolastica di trasmettere la presente mozione ai seguenti organi competenti:
○ Ministro dell’Istruzione e del Merito;
○ Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana;
○ Ufficio Scolastico Provinciale di Pisa;
○ Assessore alla Scuola della Regione Toscana;
○ Assessore alla Scuola del Comune di Pisa;
6. Dispone la massima diffusione del presente documento, anche attraverso l’invio agli organi di stampa e la pubblicazione sui canali istituzionali.
—————————————————————————
Al Dirigente dell’Istituto Sallustio Bandini di Siena
Alfredo Stefanelli
Mozione contro la Riforma degli Istituti Tecnici
Oggetto: Analisi delle criticità della riforma degli Istituti Tecnici
Il presente documento analizza i principali punti di rottura della riforma, associando le contestazioni ai riferimenti normativi del D.L. 45/2025 (convertito in L. 79/2025) e del D.M. 29 del 19 febbraio 2026.
1. Riduzione del tempo scuola e “area generale”
Criticità
Si contesta lo svuotamento della preparazione culturale di base a favore di una visione utilitaristica.
Riferimento normativo
D.M. 29/2026, Allegati A e B.
Dettaglio
Il decreto definisce nuovi quadri orari con una contrazione delle ore in materie come Lingua e Letteratura italiana (–33 ore nell’ultimo anno), Geografia, Storia dell’arte e seconda lingua comunitaria. La riduzione è funzionale al recupero di ore per la “quota di flessibilità”.
Impatto
Indebolimento delle competenze linguistiche e storiche, fondamentali per il pensiero critico.
2. Accorpamento delle discipline STEM
Criticità
La fusione delle scienze sperimentali pregiudica il rigore metodologico dei singoli ambiti scientifici.
Riferimento normativo
D.M. 29/2026 (assetto ordinamentale del primo biennio).
Dettaglio
Introduzione della disciplina unitaria “Scienze sperimentali” in sostituzione di Fisica, Chimica, Biologia e Scienze della Terra.
Impatto
Rischio di trattazione superficiale dei nuclei fondanti delle singole materie proprio nella fase di acquisizione dei linguaggi specifici.
3. Frammentazione curricolare e autonomia eccessiva
Criticità
La delega alle scuole di una quota rilevante di ore mette a rischio l’uniformità del titolo di studio nazionale.
Riferimento normativo
L. 79/2025, art. 1 (quota di flessibilità e autonomia).
Dettaglio
Le scuole possono gestire autonomamente fino al 20% dell’orario nel primo biennio e quote crescenti nel triennio (fino a 7 ore settimanali in quinta), sottraendo ore alle materie di base e caratterizzanti (circa 561 ore complessive nel quinquennio).
Impatto
Eccessiva differenziazione dei diplomi tra territori e indebolimento del valore legale del titolo di studio.
4. Specializzazione precoce e soppressione del biennio comuneCriticità
L’obbligo di scelta immediata a 14 anni elimina la funzione orientativa della scuola.
Riferimento normativo
L. 79/2025 (revisione dell’assetto dei percorsi).
Dettaglio
Vincolo nella scelta dell’indirizzo fin dal primo anno, con perdita della trasversalità formativa del biennio tecnico, anche a causa della difformità delle materie (es. Disegno nei vari indirizzi del tecnologico).
Impatto
Aumento della dispersione scolastica e difficoltà per gli studenti di correggere la scelta iniziale.
5. Subordinazione al mercato e “docenti esperti” esterni
Criticità
La scuola rischia di trasformarsi in un centro di addestramento aziendale, compromettendo la libertà di insegnamento.
Riferimento normativo
L. 79/2025, art. 2 (contratti di prestazione d’opera per esperti esterni/madrelingua).
Dettaglio
Possibilità per le scuole di stipulare contratti con esperti provenienti dal mondo delle imprese per coprire ore curricolari.
Impatto
Precarizzazione della funzione docente e possibile disomogeneità pedagogica tra docenti di ruolo ed esperti privi di formazione didattica.
6. Sostenibilità organica e posti di lavoro
Criticità
La riforma è definita “a costo zero”, con conseguenti tagli al personale.
Riferimento normativo
L. 79/2025, clausola di invarianza finanziaria.
Dettaglio
L’attuazione non deve comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Impatto
Generazione di soprannumerari su larga scala nelle classi di concorso colpite, senza misure di salvaguardia per la continuità didattica.
7. Tempistiche e trasparenza verso l’utenza
Criticità
Violazione del patto di fiducia con le famiglie e caos amministrativo.
Riferimento normativo
Iter cronologico di approvazione (iscrizioni gennaio 2026 vs D.M. febbraio 2026).
Dettaglio
I quadri orari definitivi sono stati pubblicati a iscrizioni già chiuse, impedendo una scelta consapevole.
Impatto
Difficoltà nella pianificazione degli organici e nella mobilità dei docenti, in un clima di incertezza normativa.
Conclusioni
Il Collegio dei Docenti dell’Istituto S. Bandini chiede che:
- la riforma venga rinviata;
- venga avviato un reale confronto con le scuole;
- siano garantite le discipline penalizzate;
- non venga compromessa la formazione culturale generale e sia tutelato il valore dell’istruzione tecnica, evitando la subordinazione alle logiche di mercato.
A tale scopo si ritiene necessario che le OO.SS. proclamino lo stato di agitazione della categoria e avviino una campagna capillare di assemblee in tutte le scuole.
Si reputa inoltre fondamentale che gli istituti forniscano adeguate informazioni alle famiglie degli studenti iscritti alle classi prime per l’a.s. 2026/2027.
Si ritiene infine che ogni decisione sul riordino debba essere prioritariamente finalizzata alla salvaguardia dei posti di lavoro, dei docenti soprannumerari e della scuola così come prevista dalla Costituzione.
Co.bas. Scuola
Via Monsignor Fortin 44 – Padova
Email: perunaretediscuole@cesp-cobas-veneto.eu
Per urgenze chiamare il 347 9901965 (Carlo)
I comitati di base della scuola sono un sindacato di base nato negli anni ’80 e che da allora opera nel nostro territorio e nel territorio nazionale, con docenti e A.T.A. volontari – precari e non – disposti a mettersi in gioco.






