Inizio 5 Cesp 5 CATTURATI NEL SONNO DELLA NOSTRA ETÀ

CATTURATI NEL SONNO DELLA NOSTRA ETÀ

da | 5 Giu 2026 | Cesp, Discussione, Primo piano

Da www.quandosuonalacampanella.it

La finta intelligenza artificiale è arrivata a scuola

di Sandro Ciarlariello

L’arrivo della cosiddetta intelligenza artificiale nella scuola pubblica non è un evento né casuale né improvviso. Si tratta di un processo in atto da anni e che riguarda non solo la tecnologia e la didattica ma soprattutto il valore politico di ciò che facciamo a scuola.

La storia è ovviamente complessa ed è difficile scegliere un vero un punto di inizio. Ma visto che da qualche parte bisognerà pur cominciare a raccontare questa storia, allora scelgo io e vi riporto a qualche anno fa, quando eravamo tuttə in un brutto momento.

 

Prologo

 

L’11 marzo 2020, nel pieno della pandemia da Covid-19, l’unica cosa che viene in mente a chi ci governa è di fare la didattica a distanza, nome altisonante per dire lezioni frontali online. Il ministero dell’istruzione (all’epoca non aveva ancora il merito…) aveva un sito dove consigliava le piattaforme da usare nelle scuole. Le piattaforme erano solo: Google, Microsoft, Amazon, Facebook. Così, mentre il coronavirus si insinuava tragicamente nei nostri corpi, allo stesso tempo lasciavamo immergere le Big Tech sotto la pelle della scuola pubblica.

 

Un finto pappagallo

 

Nel 2020 le Big Tech della Silicon Valley stanno già sviluppando da un pezzo algoritmi di cosiddetta Intelligenza Artificiale (IA) ovvero algoritmi capaci di imparare in modo statistico un linguaggio da un grosso insieme di dati di partenza e capace di produrre testi originali sempre in modo del tutto statistico. Quindi si tratta di un algoritmo in grado di riconoscere dei pattern, non di pensare. Insomma, un software che non è così intelligente perché tecnicamente non sa quello che dice: mette in fila le parole in modo puramente probabilistico per generare un testo coerente. Per questo motivo d’ora in poi la chiamerò Finta Intelligenza Artificiale (FIA) seguendo il consiglio Richard Stallman, fondatore del GNU Project (in inglese lui dice API, Artificial Pretend Intelligence). Un celebre articolo scientifico del 2020, infatti, paragona la FIA a un pappagallo probabilistico. Inoltre, nell’articolo si evidenziano tutti i potenziali rischi dell’uso delle FIA, tra cui i pregiudizi e i costi in termini di sfruttamento delle risorse naturali (energia, materiali, acqua) in un pianeta infuocato dal cambiamento climatico, come riporta l’ONU.

Tra le autrici dell’articolo c’è anche Tmint Gebru che nel 2020 lavora per Google. Quando l’azienda legge l’articolo le chiede di ritirarlo. Ma lei non lo fa e per questo Google ha “gentilmente” accompagnato Gebru alla porta.

 

Un PNRR per ghermirli

 

Ma noi in Italia in quel momento abbiamo altri pensieri. Dopo aver dato le chiavi della scuola pubblica a Google con lo scoppio della pandemia, nel 2021 arrivano i soldi del PNRR. In particolare, a pagina 190 l’investimento 3.2 denominato “Scuola 4.0 – scuole innovative, nuove aule didattiche e laboratori” prevede “[…] la trasformazione degli spazi scolastici affinché diventino connected learning environments adattabili, flessibili e digitali, con laboratori tecnologicamente avanzati e un processo di apprendimento orientato al lavoro”.

Primi passi verso la FIA, anche se non esplicitamente nominata, e il legame con il mercato del lavoro. Il 21 luglio 2022, tre quarti dei docenti sono in ferie e un quarto è disoccupato perché precariə. Tuttavia, secondo il ministero dell’istruzione (ma ancora non del merito, per ora) è il momento giusto per pubblicare il Piano Scuola 4.0., parte del PNRR: si parla di formare adolescenti per le “professioni del futuro”, di “competenze digitali” e ovviamente di (finta) intelligenza artificiale anche se in modo ancora molto fumoso. Il ministero insiste, insomma.

 

Arriva ChatGPT

 

La finta intelligenza artificiale, fino a quel momento tecnologia lontana dalle nostre vite quotidiane, il 30 novembre 2022 arriva a miliardi di persone: l’azienda OpenAI rilascia ChatGPT, un chatbot, ovvero un software in grado di generare testo e contenuti multimediali a partire da un input testuale dell’utente. Da quel momento cambia tutto.

Le altre Big Tech cercano di tenere il passo di OpenAI. Qualche mese dopo, il 21 marzo 2023, anche Google lancia pubblicamente la sua finta intelligenza artificiale Bard, che poi l’8 febbraio 2024 cambierà nome e diventerà Gemini. In seguito arrivano anche altri chatbot, come Microsoft Copilot, Anthropic Claude, DeepSeek, Meta AI (presente in ogni chat Whatsapp…).

 

In un lago di sangue detto libertà

Per leggere tutto vai a https://www.quandosuonalacampanella.it/catturati-nel-sonno-della-nostra-eta-la-finta-intelligenza-artificiale-%C3%A8-arrivata-a-scuola/


 

Pubblicato da: Redazione Cobas e Cesp Veneto

Categorie

Archivi

Shares
Share This