Particolarmente partecipato l’incontro nella Sala Internazionale del Lingotto “Oltre la pena: percorsi di risocializzazione e cittadinanza attiva” che, a fronte di 80 posti disponibili, ha visto circa 120 persone in fila per accedere alla Sala Internazionale messa a disposizione dal Salone. Nel dibattito hanno preso la parola la Vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, la referente dell’area educativa dell’Istituto Penale Minorile, “Ferrante-Aporti” di Torino, Rita Bonavita, la Dirigente dell’IIS “Soleri-Bertone” di Saluzzo, Alessandra Tugnoli, il Referente del Rettore per i Poli Universitari in carcere e docente ordinario di Sociologia presso l’Università di Torino, professor Rocco Sciarrone, la presidente del CESP e coordinatrice della Rete delle scuole ristrette, Anna Grazia Stammati (da sinistra nella foto), la dottoressa Elena Pianea, per la Regione Toscana, l’avvocato Damiano Pujia, membro della Commissione di diritto penale e dell’Osservatorio sulle carceri (O.N.A.C.) di A.I.G.A.-Roma.
Due i punti dai quali si è partiti, l’esclusione di fatto di una parte consistente della popolazione italiana dalla vita culturale della società (come dimostrano i dati dello stesso Ministero della Giustizia- Detenuti per titolo di studio, al 31 dicembre 2025); la necessità di garantire percorsi di crescita personale dei detenuti, mirati a riportare il cittadino all’interno della comunità, attraverso istruzione e cultura, veri e propri pilastri pedagogici e costituzionali legati all’articolo 27 della Costituzione italiana. A partire da tali presupposti e da quanto è emerso negli incontri con le regioni per la costituzione di una rete tra le biblioteche nelle carceri delle regioni con le quali si è stabilita una fattiva collaborazione, si è proposto un percorso per la definizione di una cornice “istituzionale” che, da alcune consolidate esperienze in atto, come quelle rappresentate dal CESP-Rete delle scuole ristrette, favorisca un intervento strutturale e non episodico dei detenuti in merito ai temi trattati. Su questo la Vicepresidente del Senato ha dimostrato la disponibilità politica e istituzionale per trasformare progetti pilota sulla cultura in carcere in riforme strutturali, dimostrando un’apertura formale per dare un seguito concreto alle proposte avanzate e offrendo una sponda legislativa a iniziative che spesso restano frammentate.
Al termine dell’incontro ci si è dato appuntamento al Festival dei Due Mondi di Spoleto, nel quale il CESP e la Rete sono inseriti da undici anni.






