GIOVEDI 7 MAGGIO alle ore 10.30
PRESIDIO CON CONFERENZA STAMPA
sotto L’Ufficio Scolastico Regionale in Via forte Marghera n. 191 – MESTRE
No alla controriforma degli Istituti Tecnici
La controriforma dei Tecnici riduce le ore di insegnamento sia delle materie culturali di base che di quelle di indirizzo, mediante il taglio del tempo scuola e la creazione di una quota di flessibilità gestita dalle scuole legata alle esigenze imprenditoriali locali, con conseguente frammentazione dell’offerta formativa e subordinazione della scuola agli scopi aziendali. La compressione del tempo scuola è ancor più significativa nel percorso quadriennale che prevede anche il ricorso alla docenza di “esperti” aziendali. Infine, la riforma determina un significativo e insopportabile taglio delle cattedre, con conseguente perdita di posti di lavoro. Chiediamo la revoca della controriforma degli istituti tecnici.
No ai quiz Invalsi
I quiz Invalsi, sulla base di pseudomisurazioni incomplete e senza alcuna validità scientifica, ripropongono una concezione della scuola che mira all’addestramento degli studenti, mortificandone le capacità critiche e i percorsi di autonomia
No alle Nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo e i Licei
Le Nuove Indicazioni Nazionali, comprese quelle per i Licei, contribuiscono alla costruzione dell’egemonia culturale della destra con un’impostazione nazionalista ed etnocentrica basata sulla presupposta superiorità dell’Occidente; attraverso la personalizzazione dell’insegnamento si vogliono identificare i talenti di ognuno per definire obiettivi diversificati, che confermino la gerarchia sociale di partenza in un’ottica classistica
No al contratto bidone/miseria
Si al recupero del potere reale di acquisto e al ruolo unico docente
Il contratto-miseria, sottoscritto da tutti i sindacati concertativi, non permette, ancora una volta, neanche il recupero dell’inflazione pregressa e di quella reale del triennio. Occorre invertire la rotta, recuperando, almeno, il 24% di potere di acquisto perso da docenti e Ata dal 1990 al 2026! Chiediamo anche il ruolo unico docente, ponendo fine alla discriminazione dei docenti dell’infanzia e della primaria.
Si all’immissione in ruolo del personale precario
La presenza di oltre un quarto di docenti e Ata precari nega il diritto al lavoro e a un salario decente per centinaia di migliaia di persone e rende problematico, non garantendo la continuità didattica, il diritto allo studio. Vanno eliminate le classi-pollaio con massimo 20 alunni per classe (15 in caso di presenza di allieve/i con disabilità). Chiediamo l’immissione in ruolo dei docenti con 3 anni di servizio e degli Ata con 2 e l’equiparazione di stipendi e diritti dei precari con quelli del personale di ruolo, in linea con le sentenze della Corte di Giustizia Europea.
No alla Guerra
“La terza guerra mondiale a pezzi”, dopo l’attacco all’Iran di USA e Israele, sta diventando, semplicemente e drammaticamente, guerra mondiale; mentre nonostante la presunta pace, a Gaza e in Palestina prosegue il genocidio. La scuola, nel nostro Paese, si è schierata contro la guerra e per l’autodeterminazione dei popoli. Ribadiamo con forza che l’unica soluzione è la pace, all’interno di un quadro generale di rispetto reciproco e giustizia sociale.
Co.bas. Scuola
Via Monsignor Fortin 44 – Padova
Email: perunaretediscuole@cesp-cobas-veneto.eu
Per urgenze chiamare il 347 9901965 (Carlo)
I comitati di base della scuola sono un sindacato di base nato negli anni ’80 e che da allora opera nel nostro territorio e nel territorio nazionale, con docenti e A.T.A. volontari – precari e non – disposti a mettersi in gioco.






