Chi ha paura di una società plurale? La bieca censura di Forza Nuova e l’insulsa teoria del complotto La povertà educativa che emerge dalla mozione presentata dal consigliere di Forza Nuova del Comune di Trieste, contro il Convegno organizzato dal CESP- Centro Studi...
Cobas Veneto
IL RAZZISMO, L’OMOFOBIA, LA XENOFOBIA istituzionalizzati dalla Regione VENETO
XENOFOBIA, RAZZISMO, OMOFOBIA di Cobas della Scuola Il bombardamento comunicativo a cui siamo sottoposti ci sta abituando ai peggiori luoghi comuni xenofobi e razzisti e sta quotidianamente erodendo il portato dell’operare includente di tante e tanti, individui e...
CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA D’ISTITUITO 2018
CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA D'ISTITUITO 2018 il nuovo ccnl scuola all'articolo 22 prevede questo a livello di contrattazione integrativa: c) a livello di istituzione scolastica ed educativa: c1) l’attuazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro;...
IL MIUR conferma i PERMESSI: 3 + 6
Permessi docenti, confermato dal MIUR sul Sidi l’utilizzo anche dei sei giorni di ferie Il Contratto Collettivo Nazionale del Comparto Istruzione e ricerca 2016-2018, che rimanda all’art. 15 comma 2 del CCNL 2006-2009, consente al personale docente a tempo...
La scuola dopo la riforma: bilancio e prospettive
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LA SCUOLA VA ALLA GUERRA
Le FFAA fanno scuola di A. Mazzeo FFAA a scuola nel Veneto Studenti e non soldati: mobilitazione del Coord. Stud. Medi
NON C’E’ PACE TRA GLI ULIVI
di Girolamo De Michele*
Postiamo qui di seguito da euronomade.info un commento su quanto si sta svolgendo a Gaza e dintorni, in Palestina e Israele, in Medio Oriente. Lo scritto è di Girolamo, un insegnante, uno scrittore, un saggista delle cui pregnanti parole...
La Lezione frontale.
di Martina Bastianello*
Questo spunto di discussione, in epoca di inglesismi che celano una didattica di mercato, pone con sincera empatia il complicato approccio alla didattica, che non è nulla di più del confrontarsi con gli altri (in questo caso gli...
EURYDICE (anche il nostro Ministero): a scuola si lavora con salari e stipendi da fame
di Chiara Sgreccia dall'Espresso on line
EURYDICE (anche il nostro Ministero): a scuola si lavora con salari e stipendi da fame Ci sono nove paesi in Europa in cui gli stipendi attuali degli insegnanti sono più bassi rispetto a quelli di sei anni fa. Tra questi l’Italia. «Nel...
RICOSTRUZIONE CARRIERA, il PREruolo
di AA.VV.
RICOSTRUZIONE CARRIERA, il PREruolo Il DL 69/2023 ovvero il “Decreto Salva Infrazioni”, approvato dal Parlamento e di conseguenza converito in Legge n. 103 del 10 agosto 2023, in materia di “ricostruzione di carriera” prevede all’art. 14...
L’esercito del selfie, i “social media” e l’impegno politico
di Piero Bernocchi dal giornale-rivista "COBAS"
Proponiamo qui l'incipit di un recente contributo di Piero Bernocchi pubblicato nel numero autunnale del giornale-rivista "COBAS" in cui propone una serie di riflessioni sulla società dell'immagine e della comunicazione di cui siamo...
Corso di aggiornamento: “DIDATTICA & Open Source nella Scuola Pubblica”
Martedì 24 ottobre 2023, ore 9-13 Sala GRANDE “Marchesi_Lab”, viale Arcella 22, Padova
DIDATTICA & Open Source nella Scuola Pubblica
(Convegno Cesp, martedì 24 10 2023)
Il 16 luglio 2020 la Corte di Giustizia Europea ha giudicato illeciti i trattamenti dei dati da parte di aziende statunitensi quali Google, Amazon, Microsoft, Apple.1 Eravamo in piena pandemia Covid, con le Istituzioni scolastiche e universitarie dipendenti dai servizi di tali aziende per svolgere la didattica a distanza e – poi – quella digitale integrata.
Se ce ne fosse stato bisogno, la sentenza è l’ennesima conferma che di gratuito, nei servizi offerti dalle cosiddette Big Tech, non c’è nulla: si paga con i propri dati (anche dei minori, soggetti a particolare tutela dalla legislazione); anche quando si paga, si continuano a fornire dati, a essere “spiati” e profilati.
L’Italia è stata ed è il fanalino di coda per le competenze digitali e l’informatica tra i Paesi dell’Unione2. Ci vuole un cambio di rotta, servono scelte politiche coraggiose, ma i nostri decisori spesso conoscono poco la materia o sono attirati dalle sirene (€) delle Big Tech.
I fondi europei del P.N.R.R. potrebbero diventare un’occasione affinché le scuole possano trasformarsi in poli d’eccellenza, investendo su sistemi e software liberi e open-source.







