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UNA PROPOSTA e UN SONDAGGIO

da | 4 Nov 2014 | Proposte

La buona scuola? Analisi, proposte, mobilitazioni“.

Venerdì 7 novembre, alle 17, al Nuovo Cinema Palazzo (piazza dei Sanniti, Roma), presentazione del documento di analisi e critica della proposta di riforma della scuola avanzata dal governo, a cura dei Gruppi di Studio del Coordinamento Scuole Roma

Presentazione del documento:

✘ Danilo Corradi: Assunzioni e formazione; il ruolo dei privati

✘ Carlo Seravalli: Valutazione e merito

✘ Renata Collalti: La didattica e l’alternanza scuola-lavoro

Le proposte:

✘ Marina Boscaino: La legge di iniziativa popolare (LIP)

✘ Gruppo Movimento Cooperazione Educativa di Roma: La buona scuola: quali modelli pedagogici di riferimento? Una proposta di analisi comparata con i sistemi educativi di altri paesi e di riflessione sui limiti e le potenzialità di quello italiano.

La mobilitazione

✘ Massimo Gargiulo: Dal social strike allo sciopero generale

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LA FICTION DELLA CONSULTAZIONE

di Rosaria Gasparro*

Pare che la mia regione, la Puglia, sia stata finora tra le più attive d’Italia nell’organizzare i dibattiti per «La Buona Scuola». Con 145 incontri off line è al secondo posto, dopo l’Emilia-Romagna con 153 incontri. Strano. Non ne ho beccato nemmeno uno. Nessun invito, nessuna locandina, nessuna circolare che ne divulgasse l’evento. Delle quattro l’una: o evitano accuratamente di farlo sapere agli insegnanti critici o sono io ad essere distratta o si svolgono tutti nelle altre province oppure sono delle mezze bufale (leggi anche Consultazioni La Buona Scuola: 60.000 compilazioni. Sicuri che sia un successo?, ndr). Nella mia scuola e nei dintorni comunque non se n’è parlato. Tranne in un’assemblea sindacale e in un’altra con i genitori per avvertirli che c’è questo documento on line, di consultarlo e di esprimere la propria opinione. Anzi, un incontro c’è stato, a livello centrale-periferico ma mi risulta blindato per personale selezionato.

Se questo è quanto accaduto qui sono portata a credere che ovunque la consultazione abbia avuto caratteristiche simili. Le fanfare del potere la stanno già spacciando come la più grande operazione stupefacente di democrazia, di partecipazione e di cambiamento mai vista finora. E in parte avranno ragione, perché una manovra così vuota, inutile, spocchiosa, irriverente nei confronti di chi ci lavora, ignorante di ciò che realmente si agita nelle varie scuole, come priorità bisogni e pratiche, una campagna così da regime e falsa non si era vista mai.

Anche per questo non partecipo alla fiction della consultazione. Un documento senz’anima, che farà a pezzi quel poco di buono che siamo riusciti a salvare e a produrre. Con un linguaggio che vuol essere accattivante, tutto anglicismi ed effetti speciali di concetti miseri da videogame e gioco in borsa. Così ogni giorno potremo giocarci i nostri crediti, le nostre brave banche ore, nell’autodafè dei non meritevoli o nel procurarci i favori del dominus di turno. L’apprendimento ridotto a un’operazione digitale, coding per programmare gamification per imparare e nudging per incoraggiare, magari come avviene nei supermercati che incoraggiano gli acquisti piazzando cioccolate, caramelle e lamette vicino alla cassa.

Non credo in questo tipo di riforme, sono infide, minano alla base la natura di una comunità e ne dirottano la direzione verso un meccanicismo degli intenti e degli esiti. Credo nelle riforme che dilatano il cuore, che iniziano dal basso, che si fanno strada facendo. «Credo che riforme e rivoluzioni inizino di dentro – diceva Anna Maria Ortese – e abbiamo una sola strada da percorrere: il rinnovamento della coscienza e del cuore dell’uomo. Tutte le riforme e le rivoluzioni che non abbiano per oggetto il rinnovamento, la rinascita della vita morale (prima che religiosa e politica) dell’uomo, sono illusorie e destinate alla sconfitta in partenza».

Ecco, questa è una riforma senza rinascita morale, perciò irricevibile, perciò destinata a perdere.

* Maestra di una scuola primaria pubblica, vive a San Michele Salentino (Brindisi). Altri suoi articoli sono qui. Insieme a molti e molte ha contribuito alla nascita di questo dossier: Apprendere facendo.

Pubblicato da: Cobas Veneto

Co.bas. Scuola

Via Monsignor Fortin 44 – Padova

Email: perunaretediscuole@cesp-cobas-veneto.eu

Per urgenze chiamare il 347 9901965 (Carlo)

I comitati di base della scuola sono un sindacato di base nato negli anni ’80 e che da allora opera nel nostro territorio e nel territorio nazionale, con docenti e A.T.A. volontari – precari e non – disposti a mettersi in gioco.

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