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ANCORA SULLA FORMAZIONE OBBLIGATORIA (A.I)

da | 29 Lug 2026 | Autodifesa, Cesp, Discussione, Materiali, Primo piano

di Cobas Scuola del Veneto + Cobas Scuola Palermo

Avevamo già evidenziato alcuni giorni fa che non sussiste alcun obbligo di aggiornamento e che alcune indicazioni uscite di DS ultras ministeriali erano assolutamente illegittime:

–          L’articolo 44 del CCNL 2019/21 recita “Fermo restando che le ore di cui alle lettere a) e b) del comma 3 sono prioritariamente destinate alle attività collegiali ivi indicate, le ore non utilizzate a tal fine sono destinate, nei limiti di cui alle lett. a) e b), alle attività di formazione programmate anualmente dal collegio docenti con il PTOF”: qualunque attività di formazione non deliberata dal Collegio dei Docenti come parte integrante del Piano Annuale delle Attività non rientra nelle 40 + 40 ore di Attività Funzionali all’insegnamento e pertanto non può considerarsi obbligatoria per tutto il personale docente.

Una evidenza che è stata richiamata formalmente dall’USR Lombardia [Nota prot. n. 35264/2026, QUI], «gli obblighi previsti dall’AI act all’art. 4 si applicano solo ai docenti che, adottando o programmando di adottare strumenti di IA nelle proprie attività didattiche, si configurano come “utilizzatori” (“deployers”)».
Appare evidente anche all’USR che non è possibile obbligare chi non intenda utilizzare questi strumenti e metodologie digitali a una formazione estranea alla propria attività.
Così come, anche la presunta scadenza del prossimo 2 agosto «non risulta coincidere con l’insorgenza dell’obbligo previsto dall’art. 4 in materia di formazione per i docenti» e che «l’affermazione secondo cui “entro il 2 agosto 2026 tutto il personale della scuola deve completare obbligatoriamente la formazione in base all’AI Act” non appare pienamente rispondente al contenuto dell’articolo 4» per diversi motivi elencati nella stessa Nota.

Infine, c’è ancora un altro aspetto interessante da rilevare su quanto sta accadendo nelle nostre scuole. Neanche l’USR ha potuto evitare di notare che queste stringenti e condizionanti indicazioni sono «diffuse anche in contesti commerciali». Sembra proprio concretizzarsi il rischio che paventavamo da tempo di fronte alle ingenti risorse speculative investite in quella che Draghi chiamava «rivoluzione digitale»: i vincoli temporali e di destinazione dei finanziamenti PNRR impediscono che dentro le scuole si valutino con la dovuta consapevolezza le conseguenze derivanti dall’introduzione di tecnologie che ancora non hanno dimostrato una qualche utilità [vedi QUI, Nature ritira articolo sulla “bontà” di ChatGPT]. Sembra piuttosto che a dettare i tempi di questa presunta «rivoluzione» siano le agende commerciali delle grandi aziende Big Tech. Sembra che molti, troppi ds si siano fatti “dirigere” dai piazzisti di queste tecnologie che hanno urgenza di vendere le loro mercanzie e che non appaiono assolutamente attenti ai bisogni che emergono dal lavoro quotidiano nelle nostre scuole, con danno per docenti, ATA, studentesse e studenti.

Insieme ad altri Sindacati di base abbiamo inviato alle scuole una nostra Nota di chiarimento che potete scaricare QUI e condividere con colleghi/e interessati/e.

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Pubblicato da: Cobas Veneto

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I comitati di base della scuola sono un sindacato di base nato negli anni ’80 e che da allora opera nel nostro territorio e nel territorio nazionale, con docenti e A.T.A. volontari – precari e non – disposti a mettersi in gioco.

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