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Riduzione dei docenti distaccati presso gli Istituti storici della Resistenza del Veneto

da | 1 Apr 2026 | Cesp Padova, Discussione, Osservatorio contro la guerra, Primo piano

di AA.VV.

Ci risiamo: questo Governo, il suo Ministero del Merito, appena può silenziare, depotenziare, tagliare quello che ricorda e produce cultura e documentazione sulla storia della Resistenza, dei movimenti che la costituirono e le diedero continuità nel corso di questi anni, lo fa con la mannaia. 5 docenti distaccati diventano una spesa insostenibile nel mentre si destinano miliardi – attenzione non milioni – alle spese e investimenti per la guerra. Qui di seguito riportiamo l’appello dei responsabili provinciali. [GZ]

Riduzione dei docenti distaccati presso gli Istituti storici della Resistenza del Veneto

A seguito della convenzione attiva tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, cinque docenti sono assegnati in distacco presso gli Istituti storici per la storia della Resistenza e della società contemporanea delle province di Venezia, Treviso, Vicenza, Belluno e Verona. Il loro numero non era mai stato messo in discussione fin dai tempi della trasformazione dei precedenti comandi negli attuali distacchi previsti dalla cosiddetta “Legge sulla buona scuola” del 2015, e in alcune provincie i distacchi sono presenti da molti più anni.
In questi giorni, l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto ha comunicato la decisione di ridurre da 5 a 2 i distacchi in questione, senza tuttavia specificare quali territori saranno interessati da questo significativo taglio.
La notizia ha suscitato immediata preoccupazione e ha dato luogo a una diffusa mobilitazione tra gli insegnanti del Veneto, che in poche ore hanno sottoscritto con oltre 1.200 firme – e le adesioni continuano a crescere – un appello a sostegno del mantenimento degli attuali distacchi.
I docenti coinvolti svolgono un ruolo fondamentale: contribuiscono alla didattica della storia nelle scuole, promuovono la formazione degli insegnanti e sostengono percorsi di educazione civica, con particolare attenzione ai valori fondanti della Costituzione e della memoria della Resistenza. Si tratta di un lavoro di alto valore culturale e civile, riconosciuto e apprezzato da studenti, docenti e istituzioni scolastiche.
La riduzione dei distacchi rischia di compromettere in modo significativo queste attività, indebolendo un presidio fondamentale sia per la qualità dell’insegnamento della storia e per la formazione civica delle nuove generazioni, sia per la presenza attiva sui territori e per la trasmissione della conoscenza e della consapevolezza della storia regionale e locale. Si tratta di un lavoro essenziale, riconosciuto come tale anche dalla legge regionale n. 23 del 15 settembre 2025.
Si è chiesto pertanto all’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto e al Ministero dell’Istruzione e del Merito di riconsiderare questa decisione, garantendo la continuità di un’esperienza che rappresenta un punto di riferimento per il sistema educativo regionale per tutte e cinque le province coinvolte.
Giulia Albanese, Presidente Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea (Iveser)

Diego Cason, Presidente Istituto storico bellunese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (Isbrec)

Stefano Fracasso, Presidente Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Vicenza ‘Ettore Gallo’ (Istrevi)

Federico Melotto, Presidente Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (IvRr)

Chiara Scinni, Presidente Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea della Marca Trevigiana (Istresco)

Pubblicato da: Cobas Veneto

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