La battaglia sul ruolo unico dei docenti attraversa da anni il dibattito sindacale e politico dei COBAS. La sua riproposizione non nasce da una esigenza ideologica ma dalla necessità di superare una frammentazione contrattuale che produce disuguaglianze di trattamento, orari di lavoro diversificati e una svalutazione crescente della professione docente. È opportuno riconoscere che l’ordinamento scolastico distingue le competenze e i percorsi formativi necessari per l’accesso ai diversi ordini di scuola. Tuttavia questa distinzione non può essere utilizzata per giustificare un sistema che, a parità di ruolo e responsabilità, continua a mantenere differenze strutturali nell’orario di lavoro e nel trattamento economico. La differenziazione delle competenze non equivale a una gerarchizzazione della funzione docente: tutti gli/le insegnanti, indipendentemente dall’ordine di scuola, svolgono una funzione costituzionalmente rilevante, il diritto all’istruzione.
L’attività di insegnamento si svolge in 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia, 22 nella scuola primaria e in 18 nelle scuole e istituti di istruzione secondaria ed artistica, alle 22 ore settimanali di insegnamento della scuola primaria vanno aggiunte 2 da dedicare esclusivamente alla programmazione. Il termine delle attività didattiche per la scuola dell’infanzia è fissato al 30 giugno. Il protrarsi delle attività didattiche nella scuola dell’infanzia sarebbe giustificato dal fatto che in questo ordine di scuola non si svolgono scrutini e rappresenta un prolungamento del servizio alle famiglie. Le attività didattiche svolte fino a fine giugno sono estremamente insostenibili (per i bambini e per i docenti) a causa delle temperature elevate in spazi non adeguati e privi di climatizzatori.
La funzione docente si configura come una attività finalizzata alla crescita integrale della persona. Attraverso l’insegnamento, il docente promuove lo sviluppo culturale, civile e professionale degli alunni/e contribuendo alla formazione di cittadini consapevoli e responsabili. Tale funzione si esercita nel rispetto dei valori costituzionali e in coerenza con le finalità educative e gli obiettivi formativi previsti dagli ordinamenti scolastici dei diversi ordini di scuola. L’attività funzionale all’insegnamento inoltre non si esaurisce con le sole ore di insegnamento, ma comprende attività di programmazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, correzione degli elaborati, partecipazione alle attività collegiali compresi i gruppi di lavoro operativi per l’inclusione, rapporti con le famiglie e con il territorio. Queste funzioni sono comuni a tutti i docenti indipendentemente dall’ordine di scuola.
È diffusa l’opinione che insegnare nella scuola dell’infanzia e primaria sia più “semplice” rispetto all’insegnamento alle scuole superiori, i contenuti sarebbero meno complessi.Nella scuola dell’infanzia e nella primaria si costruiscono le basi cognitive, sociali e relazionali degli alunni e delle alunne e tutto ciò significa conoscere le tappe evolutive dello sviluppo, saper osservare, personalizzare la didattica ed intercettare precocemente difficoltà e fragilità.Inoltre, l’insegnamento ai più piccoli richiede una costante mediazione didattica e una solida padronanza metodologica, necessarie per tradurre concetti astratti in esperienze concrete e significative. Ogni giorno l’insegnante progetta ambienti di apprendimento inclusivi attraverso attività e strategie rispettose dei ritmi, degli stili cognitivi e dei bisogni educativi presenti all’interno del gruppo classe.
La funzione docente è unitaria e a parità di funzioni deve corrispondere pari riconoscimento economico e contrattuale, le differenze salariali tra docenti svalutano interi segmenti del sistema scolastico. La scuola pubblica è un bene comune, rivendicare il ruolo unico è la condizione necessaria per chi la rende possibile ogni giorno.
Co.bas. Scuola
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Per urgenze chiamare il 347 9901965 (Carlo)
I comitati di base della scuola sono un sindacato di base nato negli anni ’80 e che da allora opera nel nostro territorio e nel territorio nazionale, con docenti e A.T.A. volontari – precari e non – disposti a mettersi in gioco.






