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PUNIRE CHI OCCUPA

da | 13 Feb 2024 | News, Webpress

di Luciana Cimino*

Dopo le punizioni e gli interrogatori di massa neigli Istituti Scolastici romani che sono stati occupati e autogestiti per circa una settimana, conclusasi con una manifestazione e tafferugli vari nei pressi di Montecitorio, ora è la volta degli studenti milanesi. Il ministro Valditara usa parole pesanti ed invoca il pugno di ferro verso chi occupa o intralcia il regolare svolgimento delle lezioni. Una intransigenza e delle indicazioni simili non si sentivano da tempo immemore. Riportiamo qui parte dell’articolo di Luciana Cimino. GZ

Il ministro ha scelto il liceo milanese Severi Correnti per la sua esternazione, l’istituto è noto alle cronache per i 70 mila euro di danni causati dalla recente occupazione. Per il titolare di viale Trastevere si è trattato di «un’azione militare, di guerriglia. Qui ci sono diversi reati commessi: oltre all’interruzione di pubblico servizio, c’è danneggiamento e violenza privata» ha detto, persistendo sull’equiparazione tra dissenso e delinquenza. «Stiamo studiando una norma per far sì che chi occupa, se non dimostra di non essere coinvolto nei fatti, risponda civilmente dei danni che sono stati cagionati – ha dichiarato Valditara durante la sua incursione ‘a sorpresa’ nel liceo milanese -. È una presunzione che, solo dimostrando di essere del tutto estraneo, uno può vincere. Chi occupa, chi compie un atto illecito, deve rispondere dei danni.

Credo che studenti di questo tipo non possano essere promossi all’anno successivo».
Tutti colpevoli, quindi, a meno che non si riesca a dimostrare il contrario. La preside del Severi Correnti, Gabriella Conte, ha per adesso convocato un’ottantina di studenti, riconosciuti dai docenti o nelle foto, ma specifica: «Siamo amareggiati e arrabbiati ma non facciamo caccia alle streghe né processi». È partita una raccolta fondi per le spese che deve sostenere la scuola.

Le opposizioni, per un volta senza distinguo, attaccano l’escalation di sanzioni del ministro. «Il panpenalismo del governo è l’unica risposta che hanno per ogni questione ma con la paura e la repressione non si aiutano i ragazzi – ha detto la deputata Pd Ilenia Malavasi -. Lungi da me giustificare atti di danneggiamento o violenza, ma una scuola fondata sulla punizione e la repressione fallisce nella missione educativa». Per Elisabetta Piccolotti di Avs «quando si parla di scuola alla destra viene in mente solo di punire e di mostrare i muscoli, inventano processi sommari invece di capire che sta succedendo nel mondo giovanile».

Mentre le associazioni studentesche si dicono sconcertate: «Siamo ancora una volta criminalizzati» ha detto Paolo Notarnicola, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi. «La presunzione di colpevolezza e la creazione di una norma ad hoc per punire gli studenti che occupano rappresentano un ulteriore passo verso una scuola che educa sempre meno alla partecipazione e alla democrazia» denuncia la Rete, sottolineando anche che il ministro non darebbe ascolto «alle reali motivazioni che portano alle occupazioni e alle istanze degli studenti».

Intanto è crollato un pezzo del muro di propaganda costruito dalla destra nell’ultimo anno: secondo i dati forniti dallo stesso Mim, sono solo 1.669 gli studenti iscritti al nuovo professionale di 4 anni e addirittura 375 al liceo del Made in Italy, cioè una media di 4 iscritti per ognuno dei 92 licei attivati.

* dal manifesto

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Pubblicato da: Cobas Veneto

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