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Il nuovo CCNL e il PNRR (+ RIFORME)

da | 31 Gen 2024 | Cobas Scuola, Discussione, Materiali, Primo piano

di Cobas Scuola di Palermo*

Il nuovo CCNL e il PNRR

Anche il nuovo CCNL si iscrive coerentemente all’interno del percorso avviato negli ultimi decenni a partire dall’Autonomia scolastica [d.P.R. n. 275/1999] di Luigi Berlinguer, per proseguire con continuità con la Moratti [2003], Gelmini [2008 – 2010] e Renzi [“Buona Scuola”, l. n. 107/2015]. Molte di queste pseudo-riforme si sono però in parte arenate per l’impossibilità di disarticolare del tutto l’impianto collegiale democratico della Scuola.

Ma la pressione verso la trasformazione in senso imprenditoriale è stata ripresa con forza grazie all’occasione offerta dall’emergenza Covid, attraverso le ingenti risorse del PNRR e la connessa retorica dell’innovazione digitale e delle varie transizioni, più o meno sedicenti “green”. Col solo Recovery and resilience facility – RRF sono previste risorse per 191,48 miliardi di euro, da impiegare nel periodo 2021- 2026, delle quali solo 68,88 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto, mentre 122,60 mld sono prestiti che andranno restituiti con interessi “a tasso agevolato” [sic!]. Magari tagliando servizi e pensioni?

Ma le scuole non hanno avuto modo di scegliere come sarebbe stato meglio investire quei soldi e, come abbiamo potuto sperimentare, gli Organi Collegiali raramente sono riusciti ad approfondire quanto rimane nelle loro competenze deliberare. Per di più la legge n. 108/2021, ha addirittura previsto con l’art. 13 la possibilità del Superamento del dissenso che legittimamente alcune scuole hanno espresso. Così anche per la Scuola arrivano i soldi, ma bisogna spenderli solo in un certo modo, deciso altrove, con finalità non condivise dalle scuole: col PNRR si “riforma” anche la Scuola e il CCNL diventa uno strumento importante di questa trasformazione. Infatti:

  • il PNRR prevede la Riforma 1.4: Riforma del sistema di orientamento [poi definito dal d.m. n. 63/2023] e il CCNL contrattualizza e quindi legittima le figure del tutor e orientatore [art. 30, comma 4, lett. c11), CCNL 2024] tanto attese dall‘Associazione Nazionale Presidi-ANP [“Per noi di ANP si tratta di figure molto utili che prefigurano il management scolastico, che esiste in tutta Europa e da noi no, se non a livello “artigianale”. Con il tutor e l’orientatore abbiamo una prima forma di management scolastico che dà fastidio ai sindacati tradizionali anche per la diversificazione stipendiale che ne consegue”, Mario Rusconi pres. ANP Lazio].
  • il PNRR prevede la Riforma 2.2: Scuola di Alta Formazione e formazione obbligatoria per dirigenti scolastici, docenti e personale tecnico-amministrativo [poi istituita e normata dalle leggi n. 79 e n. 142/2022] e il CCNL fa diventare la formazione un “dovere” e crea artificiosamente e a costo zero lo spazio per la sua realizzazione [art. 36, commi 4, 5 e 7, e art. 44, comma 4, CCNL 2024].
  • il PNRR prevede l’Investimento 2.1: Didattica digitale integrata e formazione sulla transizione digitale del personale scolastico: “accelerare la trasformazione digitale dell’organizzazione scolastica e dei processi di apprendimento e insegnamento, in coerenza con il quadro di riferimento europeo delle competenze digitali DigComp 2.1 (per studenti) e DigCompEdu (per docenti)” e l’Investimento 3.2: Scuola 4.0 – scuole innovative, nuove aule didattiche e laboratori [poi adottato col d.m. n. 161/2022] e il CCNL introduce nuove modalità di lavoro a distanza sia per il personale ATA [artt. 11, 12, 13, 14, 15 e 16, CCNL 2024] sia per alcune attività del personale docente [art. 44, comma 6, CCNL 2024].

E così, se nella premessa del PNRR Draghi scriveva della “… incapacità di cogliere le molte opportunità legate alla rivoluzione digitale”, con l’acquiescenza dei sindacati firmatari, anche nella Scuola il cuore del progetto diventa la“transizione digitale”, con il connesso obbligo di formazione per i docenti, classificati – come previsto dal Piano Scuola 4.0 [punto 1.2.3] – da Novizio Pioniere [sic!], mentre per il personale ATA il CCNL introduce come requisito di base per l’accesso alle aree professionali [esclusa quella dei “collaboratori”] una “certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale” [Allegato A, CCNL 2024].

È evidente che il PNRR con le sue “riforme”, fatte proprie dal nuovo CCNL, oltre a rappresentare un’occasione di profitto per big-tech e altri soggetti privati a cui il MIM eroga finanziamenti pubblici, prosegue le politiche scolastiche di smantellamento dell’istruzione pubblica minando la “libertà di insegnamento” [art. 33 Cost.] e l’“autonomia professionale nello svolgimento dell’attività didattica, scientifica e di ricerca” [art. 1, d.lgs. n. 297/1994] in preda a quel discutibilissimo tecno-ottimismo digitale che forzosamente si tenta di imporre all’intera società.

A tutela della “libertà di insegnamento” e della “autonomia professionale” è però possibile porre qualche argine, utilizzando anche i materiali pubblicati qui: COME DIFENDERE LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE

Inoltre, l’art. 46 del CCNL 2024 predispone l’introduzione di ulteriori gerarchie tra i docenti aggiungendo al “personale impegnato nelle attività di tutor, orientamento” anche un futuro personale impegnato nelle attività di “coordinamento”, riprendendo le previsioni contenute nell’art. 44 della l. n. 79/2022 e nell’art. 38 della l. n. 142/2022 relative al “docente incentivato” e al “docente stabilmente incentivato”.

Cobas Veneto

Pubblicato da: Cobas Veneto

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