Inizio 5 Materiali 5 CLASSI POLLAIO E BURNOUT

CLASSI POLLAIO E BURNOUT

da | 28 Apr 2017 | Materiali

CLASSI POLLAIO E BURNOUT

di Gianfranco Scialpi

-223.jpg
Una ricerca* dell’Università “Sapienza” di Roma fa emergere un dato conosciuto a livello empirico dagli insegnanti coinvolti:” chi ha classi molto numerose (sopra i 25 alunni) è più a rischio di burnout, mentre classi meno numerose (meno di 20 alunni) portano un livello 0 di burnout”

La situazione attuale anche se contenuta – meno del 7% del totale delle classi – pone dei problemi a livello costituzionale. La nostra Carta, infatti, garantisce ogni cittadino, il quale gode di “pari dignità e uguaglianza formale e sostanziale” Quindi anche se si tratta di circa 50.000 studenti coinvolti, il problema conferma la sua gravità. Gli alunni/studenti iscritti a queste classi-pollaio, infatti, sostanzialmente sono meno garantiti nel diritto allo studio (art. 3 comma 2 e art 34) e alla sicurezza.

Ma di questo ho già detto molto in precedenti interventi.

Qui vorrei invece, soffermarmi sulla condizione degli insegnanti, a rischio burnout. Innanzitutto chiariamo il significato, perché solo la sua definizione chiarisce la condizione nella quale si trovano, secondo alcune ricerche, il 30% dei docenti. Burnout rimanda a una sindrome dove il soggetto coinvolto si sente “scoppiato”, “esaurito””, “bruciato, incapace di gestire da adulto le situazioni di stress e con una bassa capacità resiliente. Da qui molti ricorrono al farmaco, favorendo in alcuni casi effetti di dipendenza.

Il burnout è spesso favorito dalla condizione di solitudine nella quale un docente si trova a gestire una classe non costituzionale (classi pollaio e superpollaio). La solitudine nasce dalla percezione che la scuola non è più una “comunità educante”, bensì un insieme di individui-monadi senza finestre verso l’esterno ( G.W. Leibnitz ). In termini più semplici, si è quasi sempre soli a gestire la situazione, nonostante i tanti progetti sull’inclusione che occupano le cattedre dei Dirigenti Scolastici e gli archivi delle segreterie, che però risultano nella loro attuazione inefficaci per la presenza delle classi pollaio.

Ma la solitudine è favorita anche dalla sensazione di “essere gettati” in un contesto antipedagogico e insicuro da un’Amministrazione indifferente che dal 2009 nulla ha fatto per far prevalere nuovamente la pedagogia sull’ economia finanziaria.

La solitudine, infine, è favorita da un contesto sociale e politico che non comprende “la fatica dell’aula” che ospita 25-30 e oltre alunni/studenti. La sensazione è confermata dalle tante dichiarazioni di “inesperti d’aula” sulla ” apertura delle scuole nei mesi estivi”, o sugli ” insegnanti fannulloni che godono di molti privilegi…”. Poi però, queste persone se costrette ad interagire con gli alunni per un’ora, chiedono di far silenzio, perché non riescono a concentrarsi nella comunicazione formativa!. Gli alunni, in questo caso, producevano un normale brusio!.

E certificare questa incapacità degli esperti a gestire una classe, favorisce solo tanta rabbia! “Cui prodest” questa situazione di smantellamento della scuola come agenzia di formazione? La domanda è semplice, la risposta è più difficile da trovare!

*
ndr:
Il questionario è costituito da 5 aree: dati di sfondo (raccolta di informazioni personali e sulla scuola dei docenti); Copenhagen Burnout Inventory (questionario validato in italiano nel 2005); Self-Efficacy (Teacher Self-Efficacy scale – adattamento di Schwarzer del 2008); Clima di scuola (School-Level Environment); domande aperte: 5 item sulla percezione del disagio nella gestione della classe, dei colleghi, dei genitori, dell’amministrazione e ulteriori proposte per migliorare il proprio lavoro.

Ebbene è emerso che il 42% del campione ha un livello 0 di burnout, ossia un punteggio basso, mentre il 31% ha un livello 3, con un punteggio alto in tutti e 3 gli ambiti indagati (personale, lavoro, utenza).

La ricerca è giunta alla conclusione che:

tra gli insegnanti con un elevato livello di burnout non ci sono differenze di genere, ossia ne soffrono sia gli uomini che le donne;

I docenti che hanno un alto livello di burnout appartengono a tutti gli ordini di scuola, senza differenze significative;

i docenti che insegnano da un numero maggiore di anni (più di 30) hanno un livello più elevato di burnout e viceversa chi insegna da meno di 10 anni è meno esposto;

i docenti che hanno un alto livello di autoefficacia hanno un basso livello di burnout;

i docenti che hanno un livello alto di burnout vivono in un clima di scuola negativo;

Altri dati interessanti:

il tempo impiegato per raggiungere la scuola non influenza in livello di burnout;

chi svolge funzioni attive nell’istituto (come funzioni strumentali, coordinatori di classe, ecc.) è meno esposto al burnout;

chi ha classi molto numerose (sopra i 25 alunni) è più a rischio di burnout, mentre classi meno numerose (meno di 20 alunni) portano un livello 0 di burnout;

I dati confermano la situazione italiana, in cui è in atto una femminilizzazione del corpo docente e una crescita dell’età rappresentata.

Inoltre le situazioni di disagio risultano:

nella gestione della classe: coordinare alunni difficili e la mancanza di rispetto e disciplina;

nel rapporto con i colleghi: la mancanza di collaborazione e lo scarso interesse per le novità e la formazione;

nel rapporto con i genitori: l’avere la presunzione di commentare le scelte dei figli e la non accettazione delle difficoltà;

nel rapporto con l’amministrazione: l’eccessiva burocrazia e l’uso del registro elettronico.

Tra le proposte dei docenti spiccano richieste quali la riduzione del numero degli alunni per classe, il desiderio di una migliore formazione in servizio e soprattutto ritrovare il rispetto sociale per il proprio lavoro.

Pubblicato da: Cobas Veneto

Co.bas. Scuola

Via Monsignor Fortin 44 – Padova

Email: perunaretediscuole@cesp-cobas-veneto.eu

Per urgenze chiamare il 347 9901965 (Carlo)

I comitati di base della scuola sono un sindacato di base nato negli anni ’80 e che da allora opera nel nostro territorio e nel territorio nazionale, con docenti e A.T.A. volontari – precari e non – disposti a mettersi in gioco.

PROPOSTE di MOZIONE e di REGOLAMENTO su INTELLIGENZA ARTIFICIALE a scuola  di Cobas Scuola del Veneto + Cobas Scuola Palermo + Collettivo Intesindacale IABASTA

PROPOSTE di MOZIONE e di REGOLAMENTO su INTELLIGENZA ARTIFICIALE a scuola
di Cobas Scuola del Veneto + Cobas Scuola Palermo + Collettivo Intesindacale IABASTA

Pubblichiamo una mozione e un modello di Regolamento sull’eventuale uso nelle scuole di software di pretesa “Intelligenza Artificiale”, redatti dal gruppo di lavoro intersindacale IA Basta. Materiali da proporre nella discussione dei...

Categorie

Archivi

Shares
Share This