Inizio 5 Materiali 5 DDL SCUOLA: SI VA VERSO LA FIDUCIA

DDL SCUOLA: SI VA VERSO LA FIDUCIA

da | 20 Giu 2015 | Materiali

DDL SCUOLA: SI VA VERSO LA FIDUCIA

di Andrea Colombo dal manifesto

Qual­cuno si ricorda la Con­fe­renza sulla scuola annun­ciata dal pre­mier per i primi di luglio dal solenne salotto di Vespa? Quella in cui tutti i sog­getti sociali coin­volti nella riforma avreb­bero dovuto dire la loro, in modo che il governo potesse ascol­tare, inter­ve­nire «poi però deci­dere»? Farà bene a dimen­ti­car­sene. Il capo ha cam­biato idea. Si va alla carica, e non c’è nes­suno da ascol­tare
Ieri, a sor­presa, Renzi ha con­vo­cato a palazzo Chigi i par­la­men­tari Pd che sie­dono in com­mis­sione Cul­tura, quelli obbe­dienti natu­ral­mente, per­ché Tocci e Mineo, che pure sono del Pd, non risulta fos­sero invi­tati. Con loro, con le mini­stre Boschi e Gian­nini, con i capi­gruppo Rosato e Zanda, il gene­rale ha fatto rapi­da­mente il punto, poi ha ordi­nato di suo­nare il Deguello, come si fa quando ci si lan­cia all’attacco senza tre­gua.
Mar­tedì i rela­tori pre­sen­te­ranno in com­mis­sione le loro nuove pro­po­ste. Non sarà però un maxie­men­da­mento, come incau­ta­mente qual­cuno afferma, per­ché Renzi non ha nes­su­nis­sima inten­zione di votare su nulla in quella com­mis­sione, dove non dispone di una mag­gio­ranza. I rela­tori si limi­te­ranno a chie­dere se l’M5S e Sel sono dispo­sti a riti­rare i loro emen­da­menti a fronte di tanta novità. Nes­suno accet­terà e a quel punto il pre­si­dente Mar­cucci opterà per pas­sare diret­ta­mente all’aula senza voto in com­mis­sione e senza rela­tore, cioè con se stesso, sol­da­tino ren­ziano di pro­vata affi­da­bi­lità, in veste di rela­tore. Le nuove pro­po­ste, in tutto o in parte, ver­ranno tra­scritte in un emen­da­mento del governo sul quale, chi l’avrebbe mai detto, verrà chie­sta già venerdì pros­simo la fidu­cia. Ma non per­ché il capo abbia qual­che paura di essere scon­fitto dal demo­cra­tico Par­la­mento: Honni Soit Qui Mal-y-Pense! Solo per far pre­sto e riu­scire ad assu­mere quei 100mila pre­cari che, nelle mani del fio­ren­tino di palazzo Chigi, pas­sano con­ti­nua­mente dalla parte ingrata degli ostaggi a quella dell’alibi.

Non che la deci­sione sia già uffi­ciale. Ipo­cri­sia impone che si parli ancora di un’ipotesi «per impe­dire l’ostruzionismo», giura inef­fa­bile il nuovo capo dei depu­tati Rosato. Chiac­chiere per gonzi. La fidu­cia è certa. Verrà ridi­scussa solo se Renzi avrà paura di non far­cela. Pos­si­bi­lità che secondo Mineo esi­ste: «Tutto ha un limite. Si sta com­piendo un atto di impe­rio. Spero che il governo non si spinga sino a quel punto per­ché rischia di non avere i numeri, senza il soc­corso di Ver­dini».
Gioco più sporco sarebbe dif­fi­cile imma­gi­nar­selo. La rea­zione della segre­ta­ria della Cgil Susanna Camusso è imme­diata e indi­gnata: «E’ una gigan­te­sca presa in giro, sem­pre più insop­por­ta­bile». La vice di Renzi Debo­rah Ser­rac­chiani replica in schietto stile «finta tonta»: «Siamo sbi­got­titi. Mai visto un sin­da­cato che si lamenta men­tre si sta­bi­liz­zano così tanti lavo­ra­tori». Per la verità non è solo la Cgil a lasciare sbi­got­tita la Ser­rac­chiani. Tutto il mondo della scuola pro­te­sta, senza che quelle voci arri­vino all’orecchio del gover­nante.
Altret­tanto dure le rea­zioni delle oppo­si­zioni. Nes­suno intende arre­trare. Nes­suno riti­rerà gli emen­da­menti. «Non ci pie­ghe­remo al ricatto», replica a botta calda l’M5S. Le sena­trici di Sel De Petris e Petra­glia par­lano di «arro­ganza e pre­po­tenza». Come il coor­di­na­tore Fra­to­ianni e il capo dei depu­tati Scotto, chie­dono lo stral­cio e un decreto per assu­mere subito i 100mila pre­cari e garan­tire la sta­bi­liz­za­zione di tutti gli altri con un piano plu­rien­nale. Pro­po­sta quasi iden­tica aveva avan­zato giorni fa Tocci. E’ ciò che qual­siasi governo fosse dav­vero inte­res­sato alla sorte dei pre­cari e non volesse usarli solo come scudi umani farebbe. Non è il caso di Renzi.
Di prezzi Renzi pre­vede di pagarne pochi. Rac­con­terà di averlo fatto solo per assu­mere i pre­cari, ed è con­vinto che nel Pd, come al solito, anche la mino­ranza ingo­ierà tutto. Pro­ba­bil­mente non ha torto. «E’ un grave errore poli­tico e demo­cra­tico appro­vare un testo senza la con­di­vi­sione della quasi tota­lità del mondo della scuola. Ma la par­tita non finirà con la fidu­cia. Si atti­ve­ranno tutti gli stru­menti per cor­reg­gere una riforma sba­gliata», com­menta Fas­sina. Renzi non ci per­derà il sonno.

Pubblicato da: Cobas Veneto

Co.bas. Scuola

Via Monsignor Fortin 44 – Padova

Email: perunaretediscuole@cesp-cobas-veneto.eu

Per urgenze chiamare il 347 9901965 (Carlo)

I comitati di base della scuola sono un sindacato di base nato negli anni ’80 e che da allora opera nel nostro territorio e nel territorio nazionale, con docenti e A.T.A. volontari – precari e non – disposti a mettersi in gioco.

PROPOSTE di MOZIONE e di REGOLAMENTO su INTELLIGENZA ARTIFICIALE a scuola  di Cobas Scuola del Veneto + Cobas Scuola Palermo + Collettivo Intesindacale IABASTA

PROPOSTE di MOZIONE e di REGOLAMENTO su INTELLIGENZA ARTIFICIALE a scuola
di Cobas Scuola del Veneto + Cobas Scuola Palermo + Collettivo Intesindacale IABASTA

Pubblichiamo una mozione e un modello di Regolamento sull’eventuale uso nelle scuole di software di pretesa “Intelligenza Artificiale”, redatti dal gruppo di lavoro intersindacale IA Basta. Materiali da proporre nella discussione dei...

Categorie

Archivi

Shares
Share This