Inizio 5 Collegamenti 5 Militarizzazione – Fascistizzazione

Militarizzazione – Fascistizzazione

da | 16 Lug 2026 | Collegamenti, Discussione, Materiali, Osservatorio contro la guerra, Webpress

di Michele Lucivero - Cobas Scuola Puglia (da ahidaonline.com)

La militarizzazione delle scuole, epifenomeno di una più generale fascistizzazione del nostro Paese, risponde a un piano ben architettato dal Ministero della Difesa per aggredire i luoghi in cui sono presenti i/le giovani e fare arruolamento, come si può leggere nel Programma della Comunicazione del Ministero della Difesa del 2019 e in quello più aggiornato del 2025.

A leggere questi documenti non si va molto lontano da quanto scriveva nel 1938 il prof. Eugenio Grillo in La cultura militare nelle scuole medie, un testo giuridico in cui si commentava il R.D.L. 15 luglio 1938-XVI, n. 1249, recante Norme per l’insegnamento della Cultura Militare nelle scuole medie: «L’insegnamento della Cultura Militare nelle scuole ha scopo integrativo. È inteso, cioè, a concorrere alla preparazione del cittadino-soldato. Il compito affidato alla scuola civile in questo settore, la cui importanza diventa sempre più evidente, non è tanto quello di darci dei tecnici nel senso letterale della parola e neppure di creare dei professionisti, quanto quello eminentemente educativo di alimentare, rafforzare e rendere consapevole nei giovani lo spirito militare, che è oggi una delle loro caratteristiche migliori»[4].

Tuttavia, se questa nefasta commistione militaristica è abbastanza evidente e riconoscibile, sebbene non sempre contrastabile da parte di docenti che, in virtù della istituzionalità delle Forze Armate oppure del sicuro sbocco lavorativo che il mestiere del soldato offre, non avvertono il pericolo della militarizzazione ideologica della scuola, meno evidente e piuttosto strisciante, invece, è l’ingresso nei canali dell’istruzione dell’industria bellica.

Sin dal 1999 (Riforma Berlinguer) ciò che si è profilato sotto i nostri occhi è stato, purtroppo, un devastante processo economico di marca neoliberistica teso a depauperare la società civile per spostare le risorse verso il privato, comprese quelle relative ai sistemi di difesa, anch’essa a protezione dell’interesse privato. Mentre i soldi pubblici vengono negati a settori come Istruzione, Sanità e Trasporti e mentre le scuole cadono a pezzi e gli investimenti vengono dirottati verso una tecnologizzazione piuttosto spinta a vantaggio dell’ideologia STEM, lo Stato fa affari con l’impianto industrial-militare e con il commercio di armi.

 

Lo sdoganamento di investimenti privati verso le scuole pubbliche ha dato la stura, ad esempio, alla nascita di Licei digitali, finanziati dalla Fondazione Leonardo. La civiltà delle macchine, collegata a Leonardo SpA, una delle maggiori industrie produttrici di armamenti al mondo, azienda compartecipata dallo Stato italiano. In tali Licei i progetti sono concepiti da Leonardo SpA (es. Robotica e Droni in classe); i tutor di Leonardo SpA, manager e ingegneri, formano i docenti; studenti e studentesse, sempre molto affascinate/i dalle prodezze tecnologiche, diventano il bacino che Leonardo SpA terrà costantemente in considerazione per rinnovare il suo personale per la costante espansione del settore. Tutto ciò accade nel generale intorpidimento del senso critico e del depauperamento politico, mentre i venti di guerra si fanno sempre più fitti e vicini con una deflagrazione mondiale alle porte e con l’innalzamento del Pil nazionale per la spesa militare al 5%. E l’aspetto più drammatico è che l’industria bellica viene dipinta e vissuta come un settore all’avanguardia, non come produttore di strumenti di morte.

Leggi tutto qui

Categorie

Archivi

Shares
Share This