Uno striscione lungo 117 metri è stato srotolato lungo Riva dei Sette Martiri per contestare l’arrivo a Venezia dello yacht dell’ambasciatore statunitense in Italia, Tilman Fertitta, atteso in laguna per il Redentore.
L’iniziativa è stata promossa dal comitato “Venezia non si Usa”, che ha annunciato una manifestazione per venerdì 17 luglio alle 18 in campo San Zaccaria.
La misura dello strisione richiama la lunghezza dell’imbarcazione dell’ambasciatore, indicata dagli organizzatori come simbolo di «arroganza» e di una presenza ritenuta incompatibile con la città. Nel comunicato diffuso dopo l’azione, il gruppo contesta la scelta di celebrare la indipendenza americana e la presenza dello yacht in un momento segnato da guerre, crisi internazionali, aumento delle spese militari e difficoltà sociali.
Il messaggio politico è rivolto contro l’amministrazione statunitense e contro il ruolo degli Stati Uniti nei principali scenari di conflitto. Gli attivisti citano in particolare la guerra a Gaza, il sostegno americano a Israele, le tensioni con l’Iran, la situazione in Libano e le conseguenze economiche degli conflitti sulla vita quotidiana delle persone. Secondo il comitato, l’arrivo dello yacht rappresenterebbe una dimostrazione di lusso e potere in contrasto con una città attraversata da problemi abitativi, precarietà, pressione turistica e riduzione dei servizi.
«A venezia non c’è spazio per guerra e oligarchi», scrivono gli organizzatori, che collegano la protesta anche alla critica più generale verso un modello economico fondato, a loro giudizio, sugli interessi dei grandi gruppi di potere.
I 117 metri dello striscione vengono così presentati come una misura materiale e simbolica: la lunghezza dell’imbarcazione, ma anche l’ingombro politico che gli attivisti attribuiscono alla presenza dell’ambasciatore.
Il comitato annuncia quindi la mobilitazione del 17 luglio in campo San Zaccarai, a pochi giorni dalla festa del Redentore, uno degli appuntamenti più partecipati dell’estate veneziana. Lo slogan scelto è “Venezia non si Usa”, accompagnato da messaggi esplicitamente contrari a Fertitta e a Donald Trump.
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