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BULLI & PUPE

da | 31 Mag 2026 | Autodifesa, Cesp, Materiali, Webpress

di AA.VV.

Cos’è il bullismo?

Il bullismo è un comportamento aggressivo e intenzionale, ripetuto nel tempo, che si attua accentuando uno squilibrio di potere tra chi lo perpetra (il bullo) e chi lo subisce (la vittima). Il bullismo può verificarsi ovunque: a scuola, nei centri di aggregazione, a casa o sul web e può manifestarsi in diverse forme:

  • Fisico: ad esempio attraverso piccole e grandi violenze come spintoni, calci, percosse.
  • Verbale: con insulti, minacce, prese in giro.
  • Relazionale: con l’esclusione dal gruppo, l’isolamento sociale.
  • Digitale (cyberbullismo): con la diffusione di contenuti offensivi, minacce online, furto d’identità virtuale.

Le dimensioni del problema nelle scuole

Sono preoccupanti i dati dell’ultimo rapporto UNESCO che forniscono una misura delle dimensioni del problema: il bullismo non interessa solo contesti difficili ma può interessare tutti gli ambienti, specialmente quelli della scuola dove si verificano la maggior parte degli episodi.

Al livello mondiale:

  • Quasi uno studente su tre (32%) è stato vittima di bullismo da parte dei pari a scuola almeno una volta nell’ultimo mese
  • Più di uno studente su tre (36%) è stato coinvolto in una violenza con un altro studente 
  • Quasi uno su tre (32,4%) è stato aggredito fisicamente almeno una volta nell’ultimo anno
  • In tutte le regioni tranne l’Europa e il Nord America, il bullismo fisico è il più comune 
  • il bullismo sessuale è il secondo tipo più frequente 
  • Il cyberbullismo colpisce fino a un bambino su dieci 

Anche in Italia le dimensioni del problema sono allarmanti. Un’indagine condotta per il progetto Elisa promosso dal Ministero dell’Istruzione del Merito, ha evidenziato numeri importanti che, viene sottolineato, sono in aumento anno, dopo anno:

  • circa il 25% degli studenti e delle studentesse ha riportato di essere stato vittima di bullismo almeno una volta 
  • il 18% ha dichiarato di aver preso parte attivamente a episodi di bullismo
  • l’8% dei partecipanti ha dichiarato di aver subito episodi di cyberbullismo 
  • il 7% ha riportato di aver preso parte attivamente a episodi di cyberbullismo.

Più preoccupanti i risultati dell’ultimo sondaggio tra i giovani al di sotto dei 26 anni condotto da Terre des Hommes e Scomodo per l’Osservatorio Indifesa: il 43% degli intervistati dichiara di aver vissuto uno o più episodi di bullismo.

Vulnerabilità e diversità: i fattori che accendono la miccia nei bulli

Il bullo è una persona che adotta comportamenti aggressivi e intenzionalmente dannosi verso altri, spesso in un contesto scolastico o sociale. Ma perché lo fa? Le motivazioni sono complesse e possono essere sia psicologiche che sociali. 

I bulli non sono i più forti, non sono dominanti, non sono leader. Chi ha bisogno di esercitare violenza sull’altro per affermare se stesso (è questo che fanno i bulli), spesso è una persona fragile, sofferente, e che mette in atto questo comportamento come riflesso di questa fragilità

Alla base ci possono essere una bassa capacità di integrazione sociale e capacità relazionale: in questo caso, il mostrarsi “qualcosa” di definito (un carnefice, una persona di cui aver paura) potrebbe costituire una strategia per lenire il disagio personale. 

Altre volte, gli adolescenti che assumono comportamenti aggressivi, lo fanno per dimostrare a sé stessi e agli altri la propria forza o indipendenza. Questi comportamenti sono legati alla costruzione dell’identità e alla pressione del gruppo dei pari e sono accentuati da una cultura machista. 

A tutto questo si somma, spesso, anche una scarsa cultura delle diversità e possono diffondersi comportamenti vessatori e violenti che indicano che chi bullizza può essere motivato anche da stereotipi culturali e pregiudizi socialmente condivisi. Accade nel bullismo di base omofobica oppure negli episodi che coinvolgono persone provenienti da culture e paesi diversi dal proprio.

In ambito scolastico, soprattutto, ragazzi che sono percepiti come “diversi” in qualche modo hanno maggiori probabilità di essere vittime di bullismo. Indagini internazionali rivelano che l’aspetto fisico è la ragione più comune per essere vittima di bullismo, seguito da etnia, nazionalità o colore della pelle

Altri studi dimostrano che gli studenti visti come non conformi alle norme di mascolinità e di femminilità, compresi gli studenti LGBTQ+ o che sono percepiti come tali, sono più a rischio di violenza e di bullismo a scuola rispetto a quelli che rientrano nei tradizionali canoni di genere.

Come riconoscere una persona vittima di episodi di bullismo?

Il bullismo non si manifesta sotto forma di episodi isolati, è una pratica reiterata che quindi può essere messa allo scoperto osservando attentamente i cambiamenti nel comportamento di amici, figli, studenti. Ecco alcuni segnali d’allarme:

  • Cambiamenti nell’umore: chiusura, irritabilità, aggressività improvvisa
  • Segni fisici: lividi, graffi
  • Flessione del rendimento scolastico: scarsa capacità di concentrazione, assenze frequenti
  • Manifestazioni psicosomatiche: mal di testa, mal di pancia, disturbi del sonno
  • Rifiuto della scuola o del gruppo dei pari: paura o ansia all’idea di uscire di casa o andare a scuola

 

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Pubblicato da: Cesp Veneto

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