Nei libri scolastici adottati in Italia, Gerusalemme viene costantemente definita capitale di Israele. Nella descrizione geografica dello stato ebraico, qualcuno si spinge addirittura oltre le dichiarazioni unilaterali recentemente minacciate da Tel Aviv, raccontando una annessione di fatto della Cisgiordania palestinese.
«DOCENTI PER GAZA» è una rete nata poco dopo l’inizio dell’offensiva israeliana sulla Striscia che ha distrutto il sistema di istruzione palestinese. Fondata da Myriam Pettinato e Giulia De Napoli, con un appello lanciato in rete sono riuscite a raccogliere tantissimi/e insegnanti da tutta Italia. È seguita da migliaia di persone e coinvolge docenti in assemblee periodiche in cui si discute dell’attacco al sistema scolastico di Gaza. E non solo. Durante gli incontri sono emerse altre questioni.
«In tanti abbiamo espresso la necessità di seguire corsi di formazione – ci spiega Giuseppina Fioretti, insegnante di un istituto comprensivo veneziano – e di avere a disposizione nuovi strumenti e risorse didattiche adeguate a comprendere e spiegare ciò che sta avvenendo in Palestina». Il gruppo, su iniziativa di Fioretti, sta attentamente monitorando i libri di testo scolastici. «È da anni ormai che la Palestina è cancellata dai nostri testi – aggiunge – Personalmente porto avanti un lavoro di controllo da molto tempo. Ho due figlie per metà palestinesi che hanno presto notato, studiando in Italia, che nelle nostre scuole Gerusalemme viene sempre indicata come capitale di Israele e che i territori palestinesi occupati sono a volte inseriti all’interno dello stato ebraico».
INSIEME AL CIRSIM, il Centro interdipartimentale di ricerca e servizi per gli Studi interculturali e sulle migrazioni dell’Università di Padova e all’Associazione Eguaglianza e Solidarietà, Docenti per Gaza ha dato mandato all’avvocato Dario Rossi di preparare formale richiesta di rettifica per le case editrici. «Si tratta di una questione di etica professionale – aggiunge Fioretti – È fondamentale difendere, soprattutto all’interno delle istituzioni scolastiche, il senso della legalità, che passa necessariamente attraverso la verità dell’informazione».
IN UN LIBRO della Giunti, Gerusalemme è indicata in cartina come capitale di Israele, seppur nel testo viene considerata «oggetto di controversie internazionali». Ma non c’è nulla di controverso. «Il diritto internazionale fa parte del nostro ordinamento costituzionale – ci spiega l’avvocato Dario Rossi – e l’occupazione israeliana è illegale. Dire che la questione è controversa significa sposare il punto di vista israeliano».
In uno dei suoi libri, Bruno Mondadori dichiara che Gerusalemme è la capitale di Israele dal 1967, nonostante in seguito specifichi che è illegittima per l’Onu e che quasi tutti gli stati, ad eccezione degli Usa (insieme a Guatemala, Honduras, Kosovo e Papua Nuova Guinea, nda) mantengono le proprie ambasciate a Tel Aviv.
In un altro, ingloba l’intera Cisgiordania nella geografia d’Israele, delineando i confini orientali dal golfo di Aqaba fino al lago di Tiberiade e al Libano. Il territorio palestinese occupato è indicato con i nomi biblici di Giudea e Samaria, utilizzati dagli israeliani, soprattutto da coloro che pretendono l’annessione dell’intera Palestina. Seguono sempre precisazioni che rappresentano i territori come «oggetto di contesa». In un’edizione di La nuova Italia, quello israeliano viene descritto come un «territorio conteso e oggetto di rivendicazioni da parte dei palestinesi». Lo stesso testo racconta di Gaza e «alcune città della Cisgiordania» come «territori autonomi». Secondo la GeoAgenda di Zanichelli (che pure utilizza i nomi Giudea e Samaria), «una serie di conflitti sanguinosi» avrebbe portato «ad accordi di pace basati sulla scelta di dividere il territorio fra due stati».
LA ZANICHELLI ha risposto alla richiesta di rettifica rivendicando tutte queste informazioni: «Siamo convinti di trattare la questione in modo completo e corretto», impegnandosi tuttavia a inserire «una nota». Anche la Treccani respinge le richieste dell’avvocato Rossi ma «si rende disponibile a recepire le osservazioni, nella consapevolezza della delicatezza del tema». Senza però specificare in che modo si procederà all’aggiornamento. «Per rendere comprensibile una materia complessa – ha risposto il gruppo editoriale internazionale Sanoma – è necessario rendere più semplici i concetti e questo conduce alle volte ad una minore precisione». Ma i docenti non sono d’accordo.
«LA SOLUZIONE in realtà è molto semplice – ci dice il professor Alessio Surian, direttore del Cirsim, che comprende tre dipartimenti dell’Università di Padova – Basta scrivere che Tel Aviv è la capitale di Israele. Poi si può aggiungere che lo stato pretende di avere un’altra capitale». Data la quantità di materiale raccolto è davvero difficile ritenere che si tratti di errori. «Il Medio Oriente è vittima di eurocentrismo e di una visione coloniale – continua Surian – Il monitoraggio è necessario per verificare quanto razzismo e colonialismo siano ancora presenti nelle nostre istituzioni scolastiche. Potrebbero sembrare delle sviste ma in realtà è su questo che si costruisce un genocidio».
In seguito alla richiesta di rettifica, diverse case editrici si sono dette disponibili a modificare le edizioni digitali e le ristampe cartacee. Così ha assicurato che farà la Mondadori Education per due dei suoi testi e la Sanoma per alcune edizioni. Ma l’avvocato Rossi ha già risposto specificando che non basta utilizzare formule come «controverso», continuando a definire Gerusalemme capitale di Israele. È per questo motivo che lo stesso avvocato ha impugnato la rettifica fatta dalla Rai in seguito all’uguale definizione data durante il programma L’Eredità.
«HANNO DECISO di specificare che la questione è “oggetto di delicata disputa” – ci spiega Rossi – ma non è una rettifica che ci soddisfa, perché non può essere così considerata una cosa che è semplicemente illegale».
Co.bas. Scuola
Via Monsignor Fortin 44 – Padova
Email: perunaretediscuole@cesp-cobas-veneto.eu
Per urgenze chiamare il 347 9901965 (Carlo)
I comitati di base della scuola sono un sindacato di base nato negli anni ’80 e che da allora opera nel nostro territorio e nel territorio nazionale, con docenti e A.T.A. volontari – precari e non – disposti a mettersi in gioco.