Con la Nota MIM n. 16054/2026, per la prima volta viene richiesta preventivamente al personale docente di ruolo la disponibilità a “cannibalizzare” le ore residue, e anche in assenza di spezzoni disponibili. Viene sondata apriori la disponibilità dei/lle docenti di ruolo a lavorare di più – a scapito di precari/e – per aumentare i propri miseri stipendi.
Infatti, la Nota ministeriale prevede che entro il 15 luglio «Il dirigente scolastico, interpellati tutti i docenti titolari nella istituzione scolastica per l’a.s. 2026/2027, ivi compresi coloro che hanno ottenuto la mobilità in ingresso, ne acquisisce formalmente la disponibilità a svolgere ore aggiuntive oltre l’orario d’obbligo fino a un massimo di 6 nelle classi di concorso (ovvero sul sostegno) per le quali sono in possesso dell’abilitazione (o della specializzazione). L’acquisizione della disponibilità dei docenti deve riguardare tutte le classi di concorso presenti nell’istituzione scolastica, a prescindere dall’esistenza, all’atto della rilevazione, di spezzoni orari inferiori a 7 ore».
Acquisite queste disponibilità il ds dovrà poi comunicarle all’ambito territoriale competente entro il 20 luglio.
Da sempre siamo contrari a questa pratica proprio perché:
1. le ore sono sottratte a colleghe/i precare/i che si troveranno senza la possibilità di ricevere una supplenza sugli spezzoni fino a 6 ore e accettarle mina la solidarietà tra lavoratori e lavoratrici.
2. si legittima l’idea che le/gli insegnanti lavorino poco e che l’orario possa essere esteso fino a 24 ore di lezione, come se niente fosse.
3. si avalla l’idea che il nostro problema salariale si risolva lavorando di più.
Ci sembrano ragioni più che valide per non compilare la dichiarazione di disponibilità o per revocare la comunicazione eventualmente già inviata.
Di seguito il comunicato del Coordinamento Precariə Scuola Bologna
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Il “geniale” piano del MIM: chi è di ruolo lavora di più, chi è precario non lavora più e gli stipendi non crescono mai
Nell’ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 che disciplina l’assegnazione delle supplenze per il biennio 2026-2028, il comma 3 dell’articolo 2 inizia con un inequivocabile: «Al fine di ridurre il numero dei contratti a tempo determinato su spezzone orario […] e, al contempo, incrementare l’entità oraria delle supplenze […]».
Che cosa ha in mente il ministero dell’istruzione? Vuole fare in modo che «tutte le disponibilità orarie […] che non costituiscono posto intero o cattedra [siano] aggregate tra loro a livello territoriale per formare posti-orario; […] è privilegiata la formazione di posti interi e cattedre o, comunque, di aggregazioni con la maggior entità oraria possibile».
Tradotto: ci saranno accorpamenti di cattedre non intere (cioè meno di 18 ore) per avere così meno supplenze disponibili. E ci saranno anche cattedre che, in questo modo, si formeranno su più scuole, costringendo chi è precariə a spostamenti continui e incessanti per tappare i buchi del ministero dell’istruzione.
Insomma, si risparmia sulla già martoriata pelle di chi è precariə.
Questo piano di risparmio è ulteriormente incentivato: in questi giorni le scuole stanno chiedendo alle persone già di ruolo con cattedra intera (18 ore) se vogliono prendere delle ore aggiuntive tra quelle nella disponibilità della scuola (fino a 24 ore settimanali). Più richieste ci saranno in questo senso, meno disponibilità residue ci saranno poi per le cattedre dellə precariə, ovvero più persone disoccupatə.
Questa richiesta – lo capiamo benissimo anche noi – è molto invitante perché a causa del salario docente tra i più bassi d’Europa e dell’erosione continua dello stipendio reale dovuta all’inflazione, chi è di ruolo può trovare nell’assegnazione di ore aggiuntive una risorsa per arrivare a fine mese e arrotondare. Ma questa è una falsa soluzione perché alla fine tocca lavorare di più e lo stipendio resta sempre tra i più bassi d’Europa.
Con queste regole, nessunə vince il gioco: perdiamo tuttə. Accettare ore aggiuntive è un danno per noi precariə, persone che fanno lo stesso lavoro ma con molti meno diritti sociali (per esempio, per quanto riguarda la disoccupazione, i permessi di malattie, le ferie, gli scatti stipendiali). Il ministero non ha alcuna intenzione di investire sul lavoro dellə docenti e assicurare la qualità dell’educazione: invece di assumere più insegnanti e diminuire il numero di alunnə per classe, fa esattamente il contrario e decide di risparmiare ulteriormente. Per fare ciò, senza alcun pudore, taglia le cattedre di chi è precariə e crea le condizioni per dividere ancora di più la nostra categoria.
In un quadro così desolante per ogni docente, l’unico appello possibile è quello alla solidarietà. L’appello che facciamo allə nostre colleghə a tempo indeterminato è di non richiedere alcuna ora aggiuntiva per il prossimo anno scolastico: rispediamo al mittente la guerra tra poverə offerta dal ministero e ritroviamoci insieme per lottare per un lavoro a scuola con meno disuguaglianze, più diritti e stipendi più alti per tuttə.
Coordinamento Precariə Scuola Bologna
mail: precariescuola.bo@inventati.org
sito web : coordinamentoprecariescuolabologna.noblogs.org
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QUI il volantino da scaricare e da diffondere
Co.bas. Scuola
Via Monsignor Fortin 44 – Padova
Email: perunaretediscuole@cesp-cobas-veneto.eu
Per urgenze chiamare il 347 9901965 (Carlo)
I comitati di base della scuola sono un sindacato di base nato negli anni ’80 e che da allora opera nel nostro territorio e nel territorio nazionale, con docenti e A.T.A. volontari – precari e non – disposti a mettersi in gioco.






