Parte da Bologna una forma di protesta che coinvolgerà dal prossimo anno scolastico circa 700 studenti delle classi prime degli istituti tecnici e alcune classi della scuola primaria. In diversi istituti, infatti, i collegi docenti hanno deciso di non adottare i tradizionali libri di testo, ricorrendo alla cosiddetta “adozione alternativa”.
La mobilitazione nasce dalla contestazione delle riforme promosse dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in particolare della revisione degli istituti tecnici che entrerà in vigore da settembre e delle nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo.
L’adozione alternativa non rappresenta una novità normativa. Si tratta di una possibilità riconosciuta da decenni nell’ambito dell’autonomia scolastica e della libertà di insegnamento. Le disposizioni ministeriali consentono infatti ai collegi dei docenti di sostituire i tradizionali manuali con materiali didattici diversi, purché coerenti con il Piano dell’offerta formativa e con i limiti di spesa previsti.
Nella pratica, l’adozione alternativa può prevedere l’utilizzo di libri di narrativa, testi di divulgazione, materiali digitali, atlanti, dizionari, software didattici o percorsi costruiti direttamente dagli insegnanti. La scelta può riguardare tutte le discipline oppure soltanto alcune materie.
A Bologna, però, l’adozione alternativa assume anche un significato politico e sindacale: diventa uno strumento di contestazione nei confronti delle nuove riforme ministeriali e della mancanza, secondo i docenti coinvolti, di testi aggiornati e coerenti con i programmi che entreranno in vigore dal prossimo anno scolastico.