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LA VITA é tutta un QUIZ

da | 6 Mag 2026 | Cesp, Discussione, Materiali, Primo piano, Proposte

di Cesp Veneto

Le prove Invalsi sono somministrate a tutti gli studenti italiani che frequentano la seconda e la quinta elementare, la terza media e la seconda superiore per misurare le competenze in italiano, matematica e inglese. Da quest’anno sono state introdotte alcune importanti novità: innanzitutto si è passati alla versione computer based delle prove (gli studenti, solo quelli delle scuole secondarie, hanno usato un pc della scuola); e in quinta elementare e in terza media è stata introdotta la prova di inglese. Le prove inoltre sono state svincolate dal voto per l’esame finale delle medie: l’accoppiamento era stato sempre molto criticato, soprattutto per la scarsa corrispondenza tra valutazione dei docenti e risultati Invalsi. A partire da quest’anno, 2026, i risultati delle prove INVALSI diventano ufficialmente parte integrante del Curriculum dello studente (attraverso il DM n. 2 del 9 gennaio 2026), entrando strutturalmente nella documentazione della Maturità. La partecipazione ai test (italiano, matematica, inglese) rimane requisito obbligatorio per l’ammissione, ma i risultati non incidono sul voto finale: gli studenti del quinto superiore saranno tutti testati a marzo.

Il rischio che viene paventato è che lo studente sia ridotto a un codice a barre, esaminato, classificato e selezionato: pronto per il mercato dell’istruzione e poi del lavoro. Il valore originario che invece viene rivendicato da chi le elabora è che le prove servono per migliorare la scuola.


ECCO CHE: «Le prove Invalsi sono quiz inutili e dannosi che non hanno portato miglioramenti nel sistema educativo, non misurano davvero le competenze e hanno introdotto la pratica del teaching to test, togliendo tempo e attenzione alla didattica attiva». Su questa posizione, i sindacati della scuola hanno lanciato due giorni di sciopero per il 6 e 7 maggio, coinvolgendo dirigenti, insegnanti e personale Ata. La protesta nasce da molteplici ragioni, tra cui l’opposizione agli stessi test Invalsi, la richiesta di un recupero del potere d’acquisto per i lavoratori della scuola, la bocciatura della riforma degli istituti tecnici e la lotta contro il precariato che da anni affligge il settore.



Non si tratta di un’iniziativa isolata: allo sciopero hanno aderito diverse sigle sindacali, ognuna con le proprie motivazioni. Cobas scuola e Usb pi hanno chiamato a raccolta tutto il personale scolastico, mentre in Sardegna si aggiungono anche Cobas Sardegna, Fisi e Ssb.

Vi proponiamo – lo potete scaricare qui – la lettura di questo testo che raccoglie una serie di articoli tratti dalle attività seminariali e dai convegni prodotti da CESP
Sono articoli di grande attualità, che si inseriscono a pieno titolo con la più recente saggistica sul “dove va la scuola”.

Pubblicato da: Cobas Veneto

Co.bas. Scuola

Via Monsignor Fortin 44 – Padova

Email: perunaretediscuole@cesp-cobas-veneto.eu

Per urgenze chiamare il 347 9901965 (Carlo)

I comitati di base della scuola sono un sindacato di base nato negli anni ’80 e che da allora opera nel nostro territorio e nel territorio nazionale, con docenti e A.T.A. volontari – precari e non – disposti a mettersi in gioco.

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