da ilmanifesto.it 29/01/25
«Se ci sono professori che sono scorretti e faziosi – ha detto Donzelli – gli studenti hanno diritto di protestare». Diritto che però non è concesso agli altri: non ai propal, non agli studenti dei collettivi, non a chiunque dissenta da un atto del governo. Il sostegno del capo dell’organizzazione FdI alla schedatura scatena il Pd che legge nelle sue parole una ulteriore «intimidazione».
LE PAROLE DI DONZELLI non stupiscono. È proprio alla festa nazionale della fiamma tricolore, Atreju, da lui organizzata, che Azione studentesca ha presentato la campagna “La scuola è nostra”, che ha al centro il questionario sui professori che «fanno propaganda». I giovani leader di As erano sul palco nel corso del dibattito “La scuola del merito: formazione, educazione, rispetto”. A benedirli c’erano il ministro dell’Istruzione (e merito) Giuseppe Valditara, la sottosegretaria Paola Frassinetti e Gino Zavalani, direttore di Esperia, una testata ispirata a Charlie Kirk, l’estremista di destra statunitense ucciso a settembre 2025. Momento clou dell’incontro l’esposizione sul palco dello striscione della campagna. A reggerlo, al centro, c’è la sottosegretaria entusiasta. Quindi Fdi non solo sapeva ma non ha avuto nulla da ridire.
FRASSINETTI ha una lunghissima militanza nella destra (prima nel Fronte della Gioventù, poi Msi, An e infine ha fondato Fdl con Meloni), è definita una nostalgica per la sua propensione a partecipare alle “cerimonie del presente” e ha una grande consuetudine con i giovani del suo partito. Dei quali ha grande stima, tanto da averli invitati al ministero appena un mese dopo l’insediamento del governo per un confronto «sulle necessità e i bisogni della scuola del futuro». E naturalmente li difende.
La compressione della libertà di insegnamento passa per la denigrazione del corpo docente di tutta la scuola: su questo punto si sono esercitati a più riprese i vari Bernini, Galli della Loggia, Giuli e compagnia maldicente, incentrando le stilettate e le invettive sulla predominanza culturale della “sinistra”, “dei sessantottini”.

messaggero veneto 24 gennaio ’25
Ora, da un po’ in vero, dalle parti del Ministero si sono impratichiti con l’indimidazioni a forza di procedimenti disciplinari, di ispezioni, di ‘sputtanamento’ a mezzo della stampa compiacente sull’operato di singoli docenti, anche di dirigenti, sul presunto dileggio della scuola pubblica, la partecipazione a manifestazioni pubbliche, e/o quant’altro sia utile al pubblico ludibrio.
Le pressioni-intimidazioni afferenti le tematiche relative alla distruzione di Gazza, alla definizione di “genocidio”, di “sionismo”, di estremismi religiosi si sono sprecate ma hanno indubbiamente raggiunto l’obbiettivo di conculcare una miriade di iniziative culturali e didattiche che il corpo docente di ogni ordine e grado ha cercato di attivare.
Qui poniamo il link ad un utile contributo -vademecum per tutelarsi da questa incalzante intrusione nell’attività docente deliberata da consigli di classe, da collegi docenti o semplicemente introdota nel piano di lavoro didattico.

gazzettino 24 gennaio ’25
Ora siamo prossimi al 27 gennaio, volentieri vi proponiamo un insieme di materiali predisposti dall’Osservatorio contro la militarizzazione: Giorno della Memoria preferiamo ricordare Primo Levi. Pensiamo, infatti, che sia decisivo andare oltre la dicotomia annientatrice (carnefici da una parte e vittime dall’altra), perché solo una logica capace di cogliere la complessità può evitare di farci ricadere nella disumanizzazione: ieri con il programma segreto di eutanasia della Germania nazista (Aktion T4) e i successivi campi di concentramento, oggi con il genocidio nella Striscia di Gaza.







