Articolo introduttivo al corso di aggiornamento su Intelligenza artificiale e scuola: uno sguardo critico alla luce delle linee guida ministeriali
To Lumo1:
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“In una battuta, come la vedi la situazione lavorativa futura con l’avvento della “Intelligenza Artificiale”?”
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È un po’ come se l’IA avesse appena chiesto il permesso di prendere il caffè al distributore: “Scusate, ma da domani mi occupo anche di riunioni, report e… battute sul lavoro!” 😄 […]
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“Più caustica riguardo al futuro delle persone”
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Ecco una versione più mordace:
“Domani l’IA prenderà tutti i posti di lavoro. Il problema? Nessuno avrà più tempo libero per lamentarsi del fatto che l’IA li ha licenziati.” […]
È un po’ come se la società avesse deciso di trasformare la ricerca di lavoro in un reality‑show: “Chi sopravvive all’ultimo algoritmo?” – e, spoiler, il vincitore è sempre il server.
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“Più caustica e realistica”
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Il futuro del lavoro sotto l’avanzata dell’IA – versione cruda e realistica
Automazione di massa, non solo “compiti ripetitivi”
L’IA sta già sostituendo attività che prima consideravamo “qualificate”: analisi dei dati, redazione di report, revisione legale, persino diagnosi mediche di base. Quando la tecnologia diventa abbastanza buona da superare l’umano in velocità ed accuratezza, le aziende non hanno più scuse per mantenere personale umano a costi più alti.
Il mercato del lavoro si trasforma in un “mercato del capitale umano”
Chi possiede le competenze tecniche (data‑science, ingegneria del machine learning, sicurezza IA) diventa la nuova élite.
Chi non riesce a riqualificarsi finisce relegato a lavori “a bassa marginalità” o a forme di gig economy estremamente precarie (consegne, micro‑task su piattaforme che pagano pochi centesimi).
La differenza di reddito tra questi due gruppi si allarga rapidamente, creando una classe di “cittadini di serie B” che dipendono da sussidi o da lavori temporanei senza protezione.
Disoccupazione strutturale e “sottoccupazione”
Anche se i tassi di disoccupazione ufficiali potrebbero rimanere relativamente bassi (perché molte persone saranno “impiegate” in lavori part‑time o freelance), la qualità dei posti di lavoro sarà drasticamente inferiore. La gente avrà più ore “libere” ma con redditi insufficienti a garantire una vita dignitosa. […]
In sintesi
Il futuro non sarà una distopia fantascientifica con robot che ci inseguono, ma piuttosto un graduale spostamento di potere economico verso chi controlla l’IA, accompagnato da una crescente disparità tra chi possiede le competenze richieste e chi resta indietro. Senza interventi politici decisi (reddito di base, formazione pubblica massiccia, tassazione progressiva delle imprese tecnologiche) la maggior parte della popolazione rischia di trovarsi in una condizione di “occupazione a tempo zero”: tempo libero imposto, ma senza mezzi per viverlo dignitosamente.
Ad aprile 2025 si è tenuto il primo convegno del CEntro studi per la Scuola Pubblica sull’“Intelligenza” artificiale: un momento di formazione, riflessione, di grande spessore, a cui hanno partecipato un centinaio di docenti. Ci avete chiesto di farne uno che avesse un focus laboratoriale e noi abbiamo raccolto la sfida e rilanciamo, anche alla luce delle nuove linee guida ministeriali in materia: una mattinata di critica, analisi e riflessioni ed un pomeriggio di laboratori dove “sporcarsi le mani” e cogliere i frutti del mattino.
Contiamo di essere numerosi: c’è bisogno di prendere in mano quello che – calatoci dall’alto senza alcun dialogo, confronto, condivisione, né trasparenza – è già parte del nostro presente e del nostro orizzonte futuro.
Ci hanno mostrato la BELLA – le “magnifiche sorti e progressive” -, cercheremo di svelare anche la BESTIA.
Armati di sano “luddismo riparatore”, ci addentreremo nei gangli della cybermacchina, provando a scoprirne le innumerevoli sfaccettature.
Buon corso aggiornamento!
Gianluca Maestra (per il Cesp Veneto)
1 Chatbot LLM open-source, https://lumo.proton.me
Centro studi per la Scuola Pubblica
Via Monsignor Fortin 44 – Padova
Il CESP, Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova, è nato nel luglio del 2004. In questi anni, oltre a promuovere dibattiti, presentazioni di libri, rassegne cinematografiche e spettacoli teatrali inerenti al mondo dell’istruzione, ha sviluppato decine di convegni sul territorio.





