E’ stato depositato il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per chiedere
l’annullamento della riforma degli Istituti Tecnici (D.M. 29/2026) su mandato dei genitori
degli studenti iscritti alle classi prime degli Istituti Tecnici per l’anno scolastico 2026/2027,
sostenuti dall’ufficio legale nazionale della FLC CGIL.
I genitori chiedono il rispetto della scelta compiuta al momento dell’iscrizione,
evidenziando la violazione evidente del legittimo affidamento delle famiglie e del
principio di irretroattività dell’azione amministrativa.
Il provvedimento, che prevede il riordino e la modifica dei quadri orari degli istituti tecnici, è
stato infatti approvato a iscrizioni già concluse: le famiglie hanno scelto una scuola che
da settembre non esisterà più.
Il ricorso è il risultato del lavoro d’informazione svolto negli ultimi mesi dalla Rete
Nazionale degli Istituti Tecnici, una realtà auto-organizzata e ormai ramificata in decine
di città capoluogo, nata a marzo 2026 dall’indignazione per una riforma imposta senza
confronto. La capillare rete di protesta ha consentito di raggiungere centinaia di famiglie
che hanno firmato una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio e al Ministro Valditara.
Ringraziamo la FLC CGIL per aver condiviso le ragioni dell’iniziativa e aver garantito il
patrocinio legale gratuito alle famiglie ricorrenti, consentendo loro di tutelare
concretamente i propri diritti.
In questo momento le famiglie stanno dando conferma delle iscrizioni senza sapere quali
saranno gli effettivi quadri orario degli indirizzi che hanno scelto, una mancanza di
trasparenza testimoniata dall’assenza di circolari informative rivolte alle famiglie.
La Rete denuncia inoltre altre gravi violazioni, confermate da centinaia di segnalazioni:
- Molti dirigenti hanno agito monocraticamente, senza la delibera dei collegi sulle
modifiche del Piano dell’Offerta Formativa, ma anche quando la normativa è stata
rispettata, i collegi docenti hanno dovuto procedere d’urgenza, deliberando senza
Linee Guida rispetto alle nuove discipline e con il parere contrario del CSPI. - Perdenti cattedra: nonostante le indicazioni del MIM contenute nella circolare prot.
n. 1397 del 19 marzo 2026, ci giungono conferme di perdenti cattedra. Per questo
motivo si sta valutando un ricorso al TAR anche per tutti quei docenti che si
troveranno trasferiti d’ufficio o con cattedre spezzate su più scuole, con relativo
aumento dei costi per raggiungere il posto di lavoro. - Assenza di trasparenza nei confronti delle famiglie: molti istituti non stanno
informando i genitori sui cambi del PTOF: i docenti della rete denunciano che non
sono state inviate né circolari né pubblicate informazioni adeguate sui siti
istituzionali.





