LA SCUOLA DI LEONARDO
Scuole e industria militare: forme e dispositivi della complicità con il genocidio. Il caso di Roma
Dossier a cura di BDS Roma.
2026, pp.84.
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La campagna internazionale per l’embargo militare promossa dal movimento BDS (Boycott, Divestment and Sanctions) rappresenta oggi uno degli strumenti politici e civili più efficaci per contribuire a isolare politicamente ed economicamente il regime israeliano di occupazione coloniale, apartheid e genocidio in corso nei confronti del popolo palestinese.
Colpire le reti economiche, finanziarie, tecnologiche e istituzionali che sostengono la produzione, la sperimentazione, la commercializzazione e la legittimazione degli apparati militari significa infatti incidere sulle condizioni materiali che rendono possibile la prosecuzione della violenza sistemica e l’impunità internazionale di Israele.
In questo quadro, assume rilevanza l’analisi delle relazioni tra aziende che producono armi e il sistema dell’istruzione e della formazione. Le collaborazioni con scuole, università, enti di ricerca e percorsi di formazione professionale, frequentemente presentate come opportunità di qualificazione tecnico professionale e inserimento occupazionale, contribuiscono non soltanto alla legittimazione culturale, simbolica e politica dell’industria bellica, ma anche ai processi di normalizzazione della violenza coloniale e del genocidio in corso nei confronti della popolazione palestinese all’interno degli spazi educativi pubblici.
Interrogare criticamente tali connessioni significa dunque riflettere sul ruolo delle istituzioni educative nella riproduzione di modelli economici e geopolitici fondati sul colonialismo, sulla militarizzazione, sulla guerra e sulle disuguaglianze globali, nonché sulle responsabilità etiche e pedagogiche che attraversano il mondo della formazione.
A partire da queste considerazioni, il presente dossier intende offrire strumenti di analisi, documentazione e proposte per sostenere pratiche di consapevolezza critica, trasparenza e mobilitazione collettiva. In che modo le scuole, e quindi il personale docente, educativo e tecnico amministrativo, le altre figure lavoratrici e la popolazione studentesca, possono contribuire concretamente alla campagna internazionale per l’embargo militare e alla costruzione di spazi educativi sottratti alla normalizzazione della guerra e dell’industria bellica?
Tratto da BDS Italia.
SCUOLA, UNIVERSITÀ E RICERCA: LA MILITARIZZAZIONE VA AVANTI SPEDITA
di Emiliano Gentili e Federico Giusti (Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle Università)
Il mondo dell’istruzione e della ricerca si trova sempre più invischiato in progetti militari che ne influenzano l’azione pedagogica e le finalità umanistiche. Ciò avviene per tramite delle aziende del settore, che fin dalle scuole medie si inseriscono nella programmazione didattica con corsi, conferenze, progetti di alternanza (per la secondaria di II grado) o iniziative di altro genere.
Una recente inchiesta della Campagna BDS Italia, che ha preso in esame 125 istituti scolastici della Capitale, ha ad esempio rilevato ben 19 casi di rapporti documentati con Leonardo Spa, evidenziando proprio come «tali collaborazioni tendano a collocarsi in ambiti particolarmente rilevanti per la progettazione curricolare e per i processi di orientamento degli studenti. Le iniziative individuate riguardano infatti prevalentemente percorsi di Formazione Scuola Lavoro (FSL, ex PCTO), attività legate alle discipline STEM, progetti di innovazione tecnologica e azioni di avvicinamento al mondo del lavoro».[1]
Non mancano poi le collaborazioni con l’editoria scolastica: alcune settimane orsono, per esempio, commentavamo le due serie di trenta video-lezioni dedicate a tutti gli ordini di scuola (dalla primaria alla scuola secondaria di II grado) e tenute da attori, giornalisti ed esperti scientifici di Leonardo, preparate e diffuse dall’azienda insieme al noto cartello editoriale composto dalle case editrici del Gruppo Mondadori, Mondadori Education, Rizzoli Education e D Scuola.[2]
È chiaro che «Attraverso queste attività l’azienda si presenta come protagonista dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo tecnologico. (…) Una classica operazione di social washing volta a ridefinire la percezione pubblica del marchio».[3] Tuttavia, non va dimenticato che il ruolo a cui sta assurgendo nei confronti dell’istruzione pubblica, assieme ad altre imprese di analoga tipologia, è anche di tipo istituzionale. Leonardo infatti partecipa «al raggruppamento che gestisce il Polo Strategico Nazionale, l’infrastruttura incaricata di ospitare e gestire una parte rilevante dei dati e dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione»[4] e all’interno della quale si trovano anche le banche dati relative al mondo dell’istruzione. Pur senza avervi accesso diretto, l’azienda gestisce le infrastrutture informatiche in cui queste ultime sono conservate e organizzate.
Per quanto riguarda le collaborazioni col mondo dell’Università e della ricerca la situazione non è migliore. Tramite un cofinanziamento della Regione e dell’Università, il Tecnopolo di Ferrara (che comprende cinque laboratori per la ricerca industriale e un Centro per l’Innovazione) sta ad esempio sviluppando tutta una serie di prodotti dual-use, ossia utilizzabili sia in ambito civile che militare: per dire, nelle ultime settimane si è concluso il progetto ALERT, che ha permesso di sviluppare trattamenti superficiali e rivestimenti da applicare su leghe metalliche per superare i limiti di fatica dei componenti aeronautici e aerospaziali (come i droni).
Del resto, la vecchia Motor Valley emiliana sta diventando sempre più territorio per la riconversione bellica dell’automotive[5] e pertanto è divenuto essenziale, per i piani guerrafondai delle nostre classi dirigenti, poter disporre in loco non solo di capacità produttiva bensì anche di una forza-lavoro altamente qualificata e specializzata, che possa fare ricerca di frontiera usufruendo di infrastrutture e finanziamenti adeguati. Non per niente parliamo di una fitta rete di ricercatori (sembrerebbe almeno 1.800) e di laboratori presenti in ogni provincia della Emilia-Romagna.
Fino ad oggi i progetti di ricerca con finalità militari incontravano delle limitazioni nelle possibilità di finanziamento, per via di norme e regolamenti ad hoc, ma l’allentamento dei vincoli per il Programma Horizon dell’Unione Europea e le maggiori quantità di capitale mobilitate per la Difesa (si pensi solo alla deroga al Patto di Stabilità per le spese militari, o ai fondi del Programma Safe) lasciano presagire un proliferare sempre più serrato di ricerche belliche negli Atenei. Unica nota positiva: «nel 2025 la quota di finanziamenti europei assegnata a progetti di ricerca congiunti con le università israeliane è calata del 35% rispetto al 2024».[6]
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Tratto da Pressenza. Immagine di Disarmisti esigenti.
Note:
[1] G. Coeli – BDS Roma, La scuola di Leonardo, 2026, p. 11.
[2] E. Gentili, F. Giusti, Leonardo prosegue la penetrazione nella scuola pubblica con Mondadori, Rizzoli e Deascuola, 2 Giugno 2026, https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/02/leonardo-mondadori-libri-testo/.
[3] Redazione Kritica, Leonardo e l’industria militare dentro 19 scuole di Roma. Il dossier di BDS, 23 Giugno 2026, https://kritica.it/fonti-primarie/leonardo-e-lindustria-militare-dentro-19-scuole-di-roma-il-dossier-di-bds/.
[4] Ibidem.
[5] Cfr. E. Gentili, F. Giusti, Droni militari Made in Italy: MGI Italia e gli affari di guerra, 18 Giugno 2026, https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/18/droni-militari-made-italy-mgi-italia-affari-guerra/.
[6] A. Capocci, Studio sui droni dell’ateneo di Tel Aviv. Lo ha finanziato l’Unione europea, «il manifesto», 24 Giugno 2026, https://ilmanifesto.it/studio-sui-droni-dellateneo-di-tel-aviv-lo-ha-finanziato-lunione-europea.
LEONARDO E L’INDUSTRIA MILITARE DENTRO 19 SCUOLE DI ROMA. IL DOSSIER DI BDS
Un dossier di BDS Roma documenta la presenza strutturale di Leonardo SpA in 19 scuole della Capitale.
di Redazione di Kritica.
Quale ruolo svolgono oggi le imprese dell’industria militare nella formazione delle nuove generazioni?
In che modo orientamento, percorsi STEM, innovazione tecnologica, cybersecurity e Formazione Scuola Lavoro contribuiscono a costruire consenso attorno al settore della difesa? Sono alcune delle domande da cui prende avvio La scuola di Leonardo, la nuova ricerca pubblicata da BDS Roma nell’ambito della campagna internazionale del BDS Movement per l’embargo militare contro Israele.
Al centro dell’indagine c’è proprio il ruolo di Leonardo SpA, principale azienda italiana dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza, controllata al 30% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. La scelta di concentrarsi su questa impresa, spiega BDS Roma nel rapporto, nasce dal ruolo che essa occupa nel complesso militare-industriale internazionale e dalle relazioni commerciali e strategiche che intrattiene con Israele.
L’inchiesta colloca tali relazioni all’interno delle profonde trasformazioni che hanno interessato il sistema educativo negli ultimi decenni. Aziendalizzazione della scuola, partnership pubblico-privato, centralità dell’occupabilità e crescente subordinazione della formazione alle esigenze del mercato costituiscono il terreno sul quale si sviluppa la presenza delle imprese della difesa negli spazi educativi.
Educazione militarizzata
In questo contesto emerge il concetto di militarizzazione dell’educazione: un processo attraverso il quale soggetti appartenenti al comparto militare-industriale partecipano alla definizione dei contenuti formativi, degli immaginari professionali e delle competenze considerate strategiche. Nel dossier si introduce inoltre la nozione di israelizzazione dei sistemi educativi per descrivere il consolidamento di legami tra istruzione, tecnologie della sicurezza e del controllo sociale, apparati militari e produzione del consenso in una fase storica segnata dal regime di guerra globale e del genocidio.
Diciannove scuole della Città Metropolitana
Per ricostruire la diffusione di queste collaborazioni sono stati analizzati i siti istituzionali di tutte le scuole secondarie statali della Città Metropolitana di Roma. Su 125 istituti esaminati, 19 presentano evidenze documentali di rapporti con Leonardo.
Le attività individuate comprendono percorsi di Formazione Scuola Lavoro, orientamento professionale, iniziative STEM, divulgazione scientifica e programmi dedicati alle cosiddette “professioni del futuro”. Tra i progetti maggiormente diffusi compare In volo con Leonardo, realizzato in numerosi istituti del territorio romano e provinciale. Attraverso attività dedicate all’aerospazio, all’innovazione tecnologica e alle competenze digitali, il programma mette in contatto studenti e studentesse con l’universo professionale dell’azienda e con i settori produttivi ad essa collegati.
Il caso del Liceo Digitale del Matteucci
L’esempio più significativo individuato dalla ricerca riguarda l’IIS Carlo Matteucci di Roma. Dal 2022 l’istituto ospita il Liceo Digitale, sviluppato in collaborazione con Leonardo SpA e Fondazione Leonardo ETS. La partnership comporta il coinvolgimento dell’azienda attraverso l’intero quinquennio scolastico e interessa direttamente la progettazione del percorso formativo.
Durante il biennio vengono affrontati temi quali intelligenza artificiale, programmazione, machine learning, deep learning e robotica con la partecipazione di esperti provenienti dall’azienda. Negli anni successivi il percorso prosegue attraverso stage e attività di Formazione Scuola Lavoro in azienda integrate nella struttura stessa del corso. Il caso del Matteucci mostra una forma di collaborazione che supera il modello dell’incontro occasionale tra scuola e impresa e si traduce in una presenza stabile dell’industria militare all’interno del curricolo scolastico.
Formazione professionale e cybersecurity
Una dinamica analoga emerge nel settore della formazione professionale. A partire da un accordo con Città Metropolitana di Roma Capitale, Leonardo ha contribuito alla progettazione di un corso triennale gratuito per Operatore informatico in ambiente Cybersecurity presso il Centro Metropolitano di Formazione Professionale di Acilia. Rivolto a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 17 anni, il percorso combina attività teoriche, laboratori specialistici e periodi di stage presso l’azienda. La cybersecurity occupa un posto sempre più rilevante nelle strategie educative promosse dal settore della “difesa”. Presentata come una delle competenze chiave del futuro mercato del lavoro, diventa al tempo stesso uno dei principali canali attraverso cui l’industria militare rafforza la propria presenza nei percorsi formativi.
Le reti che collegano scuola e impresa
Le collaborazioni documentate non si esauriscono nei singoli progetti scolastici. Una parte rilevante delle relazioni tra Leonardo e il mondo dell’istruzione passa attraverso organismi intermedi e reti educative che operano stabilmente nel campo della formazione (ad esempio, ITS Academy). Tra queste figura il Consorzio ELIS, del quale l’azienda fa parte in maniera strutturale. Attraverso tale partecipazione, Leonardo contribuisce a programmi di orientamento, iniziative STEM, percorsi rivolti a studenti e docenti e progetti come School4Life, dedicato al contrasto della dispersione scolastica. Più che una semplice somma di attività isolate, emerge la costruzione di un ecosistema nel quale grandi imprese private partecipano alla definizione delle priorità formative e dei modelli professionali proposti alle nuove generazioni.
Innovazione, STEM e costruzione del consenso
Un capitolo centrale della ricerca è dedicato alla Fondazione Leonardo e all’insieme delle iniziative culturali, scientifiche ed educative promosse dall’azienda. Premi, eventi STEM, attività divulgative, programmi per le scuole e percorsi orientati alle professioni del futuro vengono interpretati come strumenti di costruzione del consenso e di rafforzamento della reputazione pubblica dell’impresa. Attraverso queste attività l’azienda si presenta come protagonista dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo tecnologico. Il risultato è una profonda dissociazione tra l’immagine pubblica dell’azienda e la realtà del suo business: un ruolo di primo piano nella produzione di armamenti e tecnologie militari, attività che non solo generano una parte significativa dei profitti, ma che la rendono anche corresponsabile delle devastanti conseguenze umanitarie dei conflitti, fino ad arrivare alle accuse di complicità nel genocidio. Una classica operazione di social washing volta a ridefinire la percezione pubblica del marchio.
Chi controlla i dati degli studenti?
La presenza di Leonardo nel sistema educativo non si esaurisce nelle attività formative. Un ulteriore livello di analisi riguarda il ruolo dell’azienda nelle infrastrutture digitali strategiche dello Stato italiano. La ricerca richiama infatti la partecipazione di Leonardo al raggruppamento che gestisce il Polo Strategico Nazionale, l’infrastruttura incaricata di ospitare e gestire una parte rilevante dei dati e dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione. Tra i sistemi interessati dalla migrazione verso il Polo Strategico Nazionale figurano anche banche dati che riguardano il mondo dell’istruzione, compresa l’Anagrafe Nazionale dell’Istruzione. Questo dato, emerso nel corso dell’inchiesta, apre questioni di natura diversa. Leonardo gestisce l’infrastruttura che ospita tali informazioni, pur senza averne accesso diretto. Diversi specialisti evidenziano tuttavia le criticità che possono emergere in sistemi di questo tipo, soprattutto nelle fasi di aggiornamento software. La questione assume così una dimensione politica che investe la governance dei dati pubblici e il rapporto tra istituzioni democratiche e grandi gruppi industriali.
Dalla ricerca all’azione politica
Le pagine finali si spostano dal terreno dell’analisi a quello della mobilitazione. Popolazione studentesca, docenti, famiglie, organizzazioni sindacali, collettivi antimilitaristi e reti di solidarietà con la Palestina sono i possibili soggetti di una campagna volta a interrompere le collaborazioni tra istituzioni educative e industria militare. La posta in gioco, si afferma nel dossier, va oltre il caso di Leonardo o delle scuole romane.
Il confronto investe il rapporto tra educazione pubblica, produzione della violenza, tecnologie della sicurezza e del controllo sociale e costruzione delle soggettività. In questa prospettiva, il boicottaggio delle imprese della “difesa” nei contesti educativi viene proposto come uno strumento di opposizione alla normalizzazione del genocidio, della guerra e della militarizzazione dell’istruzione.
Tratto da QUI.
L’articolo completo qui: https://www.labottegadelbarbieri.org/lindustria-militare-dentro-le-scuole-il-dossier-di-bds/





