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NAPOLI. Comunità Educante

da | 28 Nov 2020 | News

Napoli. «comunità educante»

di ADRIANA POLLICE da ilmanifesto.it

Pianura, Chiaiano, Rione Luzzatti e San Lorenzo, Vicaria, Vasto: dieci scuole disseminate tra periferia e centro storico di Napoli hanno firmato ieri il primo Patto educativo di comunità, capofila Save the Children e la coop Dedalus con la collaborazione di 17 organizzazioni civiche e del terzo settore, più l’Asl Napoli 1 e l’assessorato comunale alla Scuola. Nel patto è confluito un lavoro di due anni, messo a frutto attraverso uno strumento introdotto dal ministero dell’I- struzione nel Piano Scuola 2020/2021 dello scorso giugno, facendo quindi da apripista per le altre reti territoriali italiane.
Saranno coinvolti 4.944 studenti partenopei, circa 1.773 già partecipano alle attività propo- ste dalle realtà dei differenti quartieri cittadini. Secondo il Rapporto sulla povertà educativa in Campania di OpenPolis/Con i Bambini, nell’ambito della città metropolitana, il 22,1% dei giovani abbandona gli studi e il 9,7% delle famiglie vive in disagio economico. Su questa realtà si è abbattuto il Covid, costringendo le scuole a rinunciare alla didattica in presenza. La rete territoriale partenopea di soggetti del civismo attivo e del terzo settore con scuole ed enti pubblici potranno mettere a sistema il lavoro fatto in questi mesi attraverso la coprogettazione e cogestione di percorsi che puntano alla creazione di «una comunità educante». L’obiettivo è contrastare e prevenire i fenomeni della povertà educativa.

«Non possiamo aspettare di vedere, tra un anno, gli effetti della pandemia in termini di nuova dispersione scolastica. Il Patto è anche un invito alla mo- bilitazione di tutti gli attori sociali per rafforzare l’offerta didattica» spiega Raffaela Milano, di Save the Children. E Andrea Morniroli, della cooperativa so- ciale Dedalus: «Seguiamo più di 150 ragazzi nella Didattica a distanza solidale: li teniamo in spa- zi protetti, lavoriamo per rende- re la Dad più vivace e meno uni- direzionale. Poi c’è il doposcuola diffuso: abbiamo inventato luoghi per ripristinare la relazione tra ragazzi e scuola come, ad esempio, matematica nei giardi- ni o italiano in piazza. Strutturia- mo laboratori di espressione creativa in sicurezza per recuperare spazi di socialità, dove possano imparare a esercitare la condizione di cittadino».

Tassello fondamentale sono le famiglie: «Facciamo accompagnamento psicologico ai genitori che hanno paura – prosegue Morniroli -, cerchiamo anche di guidarli verso i servizi pubblici che possono utilizzare. Negli spazi di Officina Gomitoli faccia- mo anche orientamento lavora- tivo, distribuzione di generi ali- mentari. Per molti dei ragazzi l’abbandono scolastico è collega- to alla povertà quindi prendia- mo in carico le famiglie per proporre loro di investire sulla car- riera scolastica dei figli. Perché succeda, bisogna sostenere l’in- tero nucleo familiare. Fare comunita’.

Pubblicato da: Cesp Veneto

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