Inizio 5 News 5 SUPERIORI: si tornerà a gennaio

SUPERIORI: si tornerà a gennaio

da | 22 Nov 2020 | News

SUPERIORI: si tornerà a gennaio

di Salvo Intravaia da repubblica.it

Si sta convincendo anche la ministra, che pure a lungo ha urlato: aprite le scuole. Con le superiori di secondo grado chiuse in tutto il Paese dal 6 novembre scorso e le seconde e terze medie a lezione a distanza nelle sette regioni (più una provincia autonoma) marchiate in rosso, Lucia Azzolina ha recentemente detto: «Non me la sento di dare una data di riapertura, questi sono giorni molto delicati. Spero in un ritorno graduale a scuola. Di certo, non si rientrerà tutti in classe, la data del 4 dicembre è troppo vicina per poter programmare ogni cosa».

Un ritorno graduale, sia per cicli scolastici che per realtà regionali. L’ipotesi minima, e molto timida, è quella di riportare in classe dal 9 dicembre le prime classi superiori e le quinte, destinate a giugno a una Maturità che si immagina di nuovo completa. Ma il mondo dell’istruzione si sta apprestando a un rientro di licei, tecnici e professionali per giovedì 7 gennaio. Dopo le vacanze invernali. Da oggi al giorno dopo la Befana c’è un mese e mezzo di tempo per affrontare le tre grandi questioni che hanno messo in crisi una scuola arrivata all’appuntamento del 14 settembre impreparata: i trasporti, il tracciamento dei contagi interni, in particolare quello dei docenti, e il carico straordinario di assenze in cattedra dovute a un arruolamento fallimentare.

Il ministero dell’Istruzione, con i suoi uffici, sta lavorando con quella data come orizzonte: 7 gennaio. «Riceviamo mail disperate di presidi che vorrebbero aprire domani, ma non ce la fanno più a gestire una scuola in queste condizioni. Quarantene, assenze, Asl che non rispondono, nessuna certezza di controllo dei positivi. I dirigenti hanno ancora addosso la stanchezza di un’estate trascorsa a misurare gli spazi. Senza garanzie, non se la sentono di ripartire». Questo è il centro dell’Istruzione, Viale Trastevere. In periferia ci si muove con le stesse coordinate — «dopo le feste» — che, comunque, nessuno ha ancora messo per iscritto. L’Ufficio scolastico regionale del Veneto spiega: «Da tempo lavoriamo con l’assessore ai Trasporti per avere mezzi più sgombri, ma la questione richiede tempo e, quindi, procediamo immaginando di riaprire le superiori il 7 gennaio».

Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi del Lazio, mette in fila le date: «La prima riapertura possibile, il 4 dicembre, data di scadenza dell’ultimo decreto, cade di venerdì, a ridosso del weekend. Martedì 8 c’è la Festa dell’Immacolata. Diciamo che riportare i licei in presenza dal 9 al 22 dicembre è un’idea priva di logica. D’altro canto, non si riusciranno a mettere a posto le tre grandi criticità entro il 2020. La nostra paura è quella di non essere pronti neppure per i giorni successivi alla Befana. Non vediamo grandi lavori in corso e i dieci giorni che il governo regalerà allo shopping natalizio sono un rischio che non ci possiamo permettere. Oggi la scuola è più importante delle spese per le feste. Sono convinto che molte classi lavoreranno a distanza anche nei giorni successivi a Natale e Capodanno, tra gli studenti c’è un bisogno forte di un rapporto con i docenti. Già oggi diverse sezioni si tengono in contatto con gli insegnanti il sabato e la domenica». I sindacati lo hanno chiesto esplicitamente: «Ripartiamo in sicurezza e con ordine il 7 gennaio». E se domani Vincenzo De Luca deciderà se riaprire per l’infanzia e la prima elementare in Campania, l’altro ieri il sindaco di Messina ha chiuso le scuole della città di ogni ordine e grado.

Su un punto Azzolina ha innestato la retromarcia. Dopo aver detto “no” per tutta l’estate ai colleghi De Micheli e Boccia per un piano condiviso sui flussi dei trasporti («le scuole sono autonome, i presidi sanno che cosa devono fare»), lunedì scorso la ministra ha chiesto al suo capo di gabinetto di scrivere agli Uffici scolastici regionali affinché, insieme ai presidenti di Regione e agli assessori ai Trasporti, rivedano gli orari d’ingresso e d’uscita nei singoli istituti: serve liberare mezzi pubblici che nel primo mese di lezione sono stati ingombri e pericolosi. Paola Salomoni, assessora regionale alla Scuola in Emilia Romagna, conferma: «Se con la bacchetta magica domani tornassimo tutti in presenza, non riusciremmo a reggere. Con autobus che viaggiano al 50 per cento ci servono più mezzi. Stiamo stimando le risorse necessarie a livello nazionale, dobbiamo fare presto». Molti istituti superiori, con la ripartenza di gennaio, avranno ingressi spostati in avanti.

Il Comitato tecnico scientifico è radicalmente contrario al mantenimento dei licei chiusi. In queste ore ha messo a verbale un parere che discende dall’ultima videoconferenza con Oms e Unesco (Azzolina presente). Dice: «Bisogna risolvere tempestivamente le questioni riguardanti il mondo della scuola. Considerate le conseguenze devastanti su bambini, ragazzi, adolescenti e la società nel suo insieme, le chiusure scolastiche dovrebbero essere considerate come l’ultimo provvedimento, temporaneo e solo locale, nel caso in cui l’epidemia non possa essere gestita con diverso approccio. Le chiusure hanno un impatto negativo sulla salute dei ragazzi alterando il loro benessere affettivo e sociale». Il Cts ricorda che in Francia e Inghilterra gli istituti di istruzione sono rimasti aperti e che in Campania, da marzo ad oggi, la maggior parte degli studenti ha fatto 14 giorni di lezioni in classe».

Pubblicato da: Cesp Veneto

Centro studi per la Scuola Pubblica

Via Monsignor Fortin 44 – Padova

Il CESP, Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova, è nato nel luglio del 2004. In questi anni, oltre a promuovere dibattiti, presentazioni di libri, rassegne cinematografiche e spettacoli teatrali inerenti al mondo dell’istruzione, ha sviluppato decine di convegni sul territorio.

SIAMO BASITI.  di redazione

SIAMO BASITI.
di redazione

SIAMO BASITI. Che dire dopo le perle di 'saggezza' che costellano questi articoli  dei 2 più diffusi quotidiani regionali: niente. Noi ci asteniamo da commentarli, perchè riteniamo che si commentino da se, per noi lasciamo parlare i fatti...

Categorie

Archivi

Shares
Share This